Fitto: «Dieci anni di lavoro ma in Puglia ora c’è anche il 118»

Raffaele Fitto, ex presidente della regione Puglia, ora sta alla finestra e osserva cosa ne farà la sinistra del suo «eccellente»(dicono gli esperti) piano sanitario che ha portato la Puglia a ripianare un defici di 5000 miliardi e add avere un bilancio in pareggio, unica regione meridionale. «Ci sono voluti dieci anni, tanta fatica e il prezzo da pagare a volte è l’impopolarità nei comuni dove si è intervenuti, ma sono soddisfatto del mio lavoro. Ora la sinistra al governo ha già annunciato che eliminerà addirittura il ticket. E io sono proprio curioso di vedere come faranno. Penso che sia pura demagogia. Alla fine la gente capirà». In realtà la sua sconfitta elettorale, a filo di voto, è stata risicatissima. «Ho perso lo 0,3% dei voti, questo significa che la gente ha capito che la sanità pugliese ora può camminare con le sue gambe». E in effetti Fitto di cose ne ha fatte, perchè lui sa che gli emigranti della salute si spostano soprattutto per assenza di specialità. «Avevamo solo 70 letto di oncologia in Puglia, ora ce ne sono oltre 200 cento - spiega - Abbiamo attivato la riabilitazione cardiologica e respiratoria, la lungo degenza, posti letto di terapia intesiva, di unità coronarica, di rianimazione. Abbiamo investito oltre 400 milioni di euro per attrezzature e tecnologie e bloccato le assunzioni nella sanità per tre anni, il tempo della riconversione». Fitto poi rispolvera il capitolo delle “incompiute“. «É stato chiuso il cantiere a Castellaneta aperto da decenni: ora esiste un vero ospedale. É stato inaugurato anche l’oncologico di Lecce dopo trent’anni. Barletta e San Severo hanno nuovi ospedali, così come a Mottola, un cantiere da decenni». Poi i provvedimenti impopolari. «Abbiamo soppresso reparti di ortopedia, ostetricia, chirurgia e pediatria assolutamente inutili. Con il calo delle nascite e l’aumento della popolazione anziana si doveva riconvertire. Ma queste decisioni sono state strumentalizzate dalla sinistra che ha promesso di ripristinare tutto». Nessuno in campagna elettorale, però, ha speso una sola parola sul fatto che in Puglia esiste un 118 che funziona. «I giornali hanno sollevato polveroni per due casi di disfunzione, risultati non veritieri, su 80mila chiamate. Dopo il 5 aprile però - ironizza Fitto - non si legge nulla sulla malasanità. Chissà come mai, improvvisamente tutto funziona benissimo».