Fli a battesimo: domina l'antiberlusconismo E Fini sogna una nuova "primavera italiana"

Si è aperta, nella fiera di Rho, alle porte di Milano, la kermesse che sancisce la nascita di Futuro e libertà. Fini parla di "nuova stagione di riscatto" l'obiettivo è uno solo: fare fuori Berlusconi. Il coordinatore nazionale Urso: "Puntiamo ai 20 milioni di elettori che si rifugiano nell'astensione"

Milano - Una precisa collocazione politica Futuro e libertà non ce l'ha ancora. Vuole rifondare la destra italiana ma non disdegna certe battaglie da sempre care alla sinistra (vedi immigrazione e temi bioetici). Ma il vero collante dei finiani, ormai, è l'antiberlusconismo militante. Un sentimento cresciuto mese dopo mese che, ormai, trova più di una sponda nel "travaglismo" più becero. Con punte di grillismo esasperato. Inizia così, all'insegna di un sentimento più distruttivo che costruttivo, la tre giorni di fondazione del partito del Fli. Gianfranco Fini ha aperto i lavori con un breve saluto, ma il momento clou sarà domenica alle 12, quando prenderà la parola Gianfranco Fini. Scontata la sua elezione a presidente. E, secondo alcune indiscrezioni, la sua autosospensione dal partito, per poter mantenere, ben salde, le redini di Montecitorio. 

L'asssemblea costituente La grande Fiera di Rho, alle porte di Milano, ospita i lavori a cui partecipano ottomila delegati. Nel documento programmatico distribuito ai congressisti, il Fli sfida apertamente Silvio Berlusconi: il nuovo soggetto politico "si fonda sulla consapevolezza che l’etica pubblica è fondamento di ogni azione politica. La società italiana ha bisogno di esempi e comportamenti responsabili, rispettosi delle istituzioni e di un autentico senso dello Stato". 

Serve classe dirigente responsabile Facendo finta che lo "scandalo di Montecarlo" siamai esistito nel proprio documento programmatico il Fli dice che "l’Italia ha bisogno di una classe dirigente che sia responsabile e coesa, che abbia senso dello Stato e rispetto delle istituzioni. E che si impegni a unire e non a dividere, a guardare avanti e non indietro per ricostruire il senso della nazione e ridare il sorriso della speranza ai più giovani". Poi una bella, quanto scontata, sviolinata all'Italia: "E' migliore di quanto appare, ha una società vitale e solidale e imprese dinamiche e volitive. Ha arte e cultura e grande capacità di resistenza e nel contempo di innovazione".

Fini: "Un seme per la primavera italiana" "Saranno tre giorni intensi, di grande lavoro in cui metteremo in mostra le nostre idee per una stagione di riscatto della Patria e di protagonismo. Sono il tempo dirà se saremo all’altezza di questo compito". Con queste parole, dopo l’inno nazionale, Gianfranco Fini ha aperto ufficialmente l’assemblea costituente. "Noi vogliamo che la primavera italiana non sia solo una speranza ma sia la realtà", ha poi detto Fini chiudendo il suo breve intervento di apertura accolto da una standing ovation e da bandiere sventolanti di Fli, promettendo "la rinascita della nostra amata Italia".

Ronchi: mai alleati con la sinistra Ce la mette tutta, l'ex ministro Andrea Ronchi, a rassicurare la base: "Non faremo mai accordi con la sinistra" in caso di elezioni. Bisognerà vedere quale strategia deciderà il "grande capo" coi suoi alleati del Terzo Polo.

Nel Pantheon: da Borsellino a Battisti Il Fli strizza l'occhio ad alcuni grandi personaggi. Eroi civili come Giorgio Ambrosoli e Paolo Borsellino, filosofi come Karl Popper, cantautori come Lucio Battisti, da sempre personaggio amato dalla destra italiana.

Urso: puntiamo ai 20 milioni che non votano "Vi sono oggi in Italia circa 20 milioni di elettori che rifiutano di esprimersi e che si rifugiano nell’astensione - afferma il coordinatore nazionale del partito, Adolfo Urso, aprendo i lavori -. Disgustati dalla politica e tanti altri che non sopportano più questo bipolarismo tribale in cui si vuole occupare lo Stato per annichilire l’avversario". Ed è proprio su questa fetta di elettorato che Futuro e libertà dice di puntare. Un obiettivo decisamente ambizioso, non c'è che dire. Anche se sognare non è vietato a nessuno.

Andare oltre Berlusconi Poi anche Urso riattacca col solito ritornello, ormai trito e ritrito: "C’è tanto spazio per dare rappresentanza a un nuovo polo davvero responsabile, moderno, riformista, europeo, liberale che realizzi le riforme". Un nuovo polo "in alternanza alla sinistra e sostituto del centrodestra attuale nella convinzione che quest’ultimo si sia ormai arrestato su se stesso nei palazzi, incapace di esprimere quel bisogno di riforme. Un nuovo polo non contro Berlusconi ma oltre Berlusconi per dare una nuova rappresentanza a quel gruppo sociale, morale e, valoriale, riformista e modernizzatore che vuole una risposta credibile". Insomma, di tutto di più. Ma in questo enorme calderone mediatico messo in piedi dal Fli, al di là degli slogan manca la cosa principale: la politica.

Amministrative col Terzo polo "Il Fli si impegnerà con le altre forze riformiste del Polo degli italiani a costruire un’alternativa di governo sin dalle prossime elezioni amministrative e a lavorare insieme in ogni contesto, a cominciare dal parlamento nazionale, per realizzare le riforme che servono all’Italia". È quanto si legge nel documento programmatico distribuito prima dell’avvio dell’assemblea costituente. Come si vede, nessuna novità all'orizzonte.

Barbareschi: mai uscito dal partito C'era molta curiosità per l'attore-deputato Luca Barbareschi. "Non sono mai uscito da Fli, avete fatto tutto da soli" dice ai giornalisti. "La mia posizione - ha aggiunto - è nel centrodestra, e non mi muovo". Sulla frizione con Gianfranco Fini, Barbareschi ha detto: "Mi ha dato del pagliaccio, perciò sono qui ad ascoltare chi non è un pagliaccio, tutti gli altri che sono più bravi". «Io sono assolutamente inutile - ha proseguito - sono un soldato semplice, quindi ascolterò questo bellissimo congresso, cui ho contribuito. Di quello che vedete, molte idee sono mie". "Io - ha detto ancora - sono assolutamente fermo a Bastia Umbra, dove mi sono commosso con un decalogo che ho contribuito a scrivere e in cui credo". Una volta Fini e barbareschi erano amici. Chissà se torneranno ad esserlo dopo che il presidente della Camera, publicamente, ha dato a Barbareschi del "pagliaccio che non fa ridere". Staremo a vedere.

Bocchino attacca il Cav "Noi ora siamo liberi, oggi per noi c’è il giro di boa nella storia della politica: guardiamo oltre a Berlusconi. Basta con Berlusconi sì, Berlusconi no. Noi non ci stiamo più, usciamo da questo teatrino". Italo Bocchino prende la parola all’Assemblea costituente di Fli per ribadire che "da oggi in poi ci opponiamo a questo conflitto sterile tra chi è pro o contro Berlusconi". "Bisogna bonificare la palude, far sì che il futuro sia un prato fiorito, gettare le basi per la nascita della Terza repubblica", dice Bocchino. "Da oggi in poi - aggiunge - c’è un partito finalmente aperto dove vige il principio ’una testa un votò, dove non ci sono padroni nè padrin"