Fli, colombe contro falchi Viespoli pronto a lasciare "Scelte di Fini equivoche"

E' iniziata la
resa dei conti finale tra falchi e colombe. In Fli è scoppiata la rivolta dopo la nomina di
Bocchino. Viespoli pronto a lasciare il proprio incarico: "Squilibri nei
rapporti"

Roma - Quello che doveva essere il giorno dell’inizio e della "riscossa", dopo l’assemblea costituente di Futuro e libertà appena conclusa ieri a Milano con l’intervento di Gianfranco Fini, rischia di trasformarsi in una resa dei conti finale tra "falchi" e "colombe", proprio le due anime del partito che Fini a Milano aveva cercato di negare, o meglio di esorcizzare, nel suo intervento. Dopo la nomina di Italo Bocchino a vicepresidente unico, le colombe sono insorte e fissando per domani un vertice sul cui tavolo potrebbero esserci anche le dimissioni del capogruppo di Fli al Senato Pasquale Viespoli, mettendo in bilico la stessa esistenza del gruppo dei futuristi al Senato.

Le colombe insorgono contro Fini "Le scelte di Gianfranco Fini hanno determinato squilibrio sul piano dei rapporti interni e ulteriori equivoci sul piano della linea politica", puntualizza lapidariamente lo stesso Viespoli spiegando che "lo sconcerto è dovuto al merito e al metodo delle scelte compiute da Fini. Le sue scelte hanno determinato squilibrio sul piano dei rapporti interni e ulteriori equivoci sul piano della linea politica". La pietra dello scandalo è ancora una volta Italo Bocchino, già nel mirino dei moderati per il suo intervento "incendiario" nella famosa giornata del 14 dicembre. Intervento che, a loro dire, ha allontanato i tre futuristi (Moffa, Siliquini e Polidori) che hanno fatto mancare i numeri per la "spallata" al governo.

Fini tenta di ricucire in extremis Il vertice degli "insorti" al Senato era inizialmente previsto per oggi pomeriggio. In tarda mattinata è stato fatto slittare a domani. Il motivo ufficiale: "Improrogabili impegni di alcuni senatori che avrebbero dovuto partecipare all’incontro". Ma il rinvio di 24 ore ha tutta l’aria di una pausa concordata per consentire al leader di Fli, Gianfranco Fini, di tentare in persona una ricucitura in extremis, pena la possibile perdita del gruppo futurista al Senato. Domani, insieme a Viespoli, ci sarà anche Adolfo Urso che, inizialmente indicato come capogruppo alla Camera, si è ritrovato portavoce sostituito in corsa da Benedetto Della Vedova. Il clima non sembra promettere nulla di buono.

Bocchino sostiene le scelte di Fini A difendere le scelte di Fini scende in campo Bocchino spiegando che il presidente della Camera punta a una guida forte per il partito per non commettere gli errori del passato. "Ogni volta che si fa un organigramma c’è una persona che può essere contenta e una scontenta - continua Bocchino - in altri tempi ci sarebbe stata la mediazione, il pastrocchio, ricordiamoci che il Pdl ha tre coordinatori, in altri momenti anche An, ci sono gli uffici di guida pasticciati". A Bocchino sembra, infatti, che "Fini abbia compreso gli errori del passato e l’abbia detto dal palco. Poi ha scelto me ed altri sono meno contenti, questo è naturale: anche quando si fa un palinsesto o si sceglie la lunghezza dei pezzi in un giornale succede, ma la notizia è che ieri Fini non ha commesso gli errori del passato".

Granata fa leva sul berlusconismo Anche Fabio Granata scende in campo per difendere a spada tratta la linea di Fini: "Questo gruppo dirigente è alla prova della coesione. Fallendo ridarebbe fiato ad un berlusconismo ormai al crepuscolo definitivo". Granata avverte apertamente i colleghi malpancisti di Fli esortando tutti a serrare i ranghi: "Dobbiamo tutti essere all’altezza dell’importante progetto politico lanciato da Fini. La classe dirigente ha il dovere politico ed etico di non deludere, su questioni individuali, le aspettative di tantissime ragazze e ragazzi, loro sì sconcertati da polemiche incomprensibili". Insomma, quello di Granata sembra un appello all’umiltà e al lavoro di squadra, senza protagonismi personali: "Avanti quindi oltre ogni polemica che oltre che essere dannosa rischia anche di diventare patetica