Fli perde ancora pezzi: via Urso, Ronchi e Scalia "Alfano ci ha convinti"

I deputati Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pippo
Scalia lasciano il partito di Fini e lanciano l'associazione "Fare
Italia per la costituente Popolare&quot; per aderire alla proposta di Alfano di crere un partito ispirato ai valori del Ppe. I falchi di Fli: <strong><a href="/a.pic1?ID=534085">&quot;Facciamo un altro partito&quot;</a></strong><br />

Roma - "Alfano ci ha convinti, ce ne andiamo". La dichiarazione non lascia margine a nessuna marcia indietro. L'esodo continua: un'emorraggia costante di deputati. Dopo tentennamenti, aperture e dichiarazioni in dissenso con la linea del presidente della Camera Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pippo Scalia hanno lasciato il gruppo di Fli per aderire al Misto. "La proposta di Angelino Alfano di una costituente popolare in grado di realizzare in Italia un soggetto politico che si ispira a valori e programmi del Ppe e la decisione di Berlusconi di non ricandidarsi alle elezioni del 2013 con la scelta delle primarie quale strumento di rinnovamento e di partecipazione aprono nuovi scenari per il centrodestra italiano. Da subito, quindi, intendiamo lavorare in piena autonomia e senza vincoli di partito per costruire la nuova casa dei moderati italiani". Con queste motivazioni Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pippo Scalia annunciano la loro uscita da Fli lanciando l’associazione "Fare Italia per la costituente Popolare".

Bocchino minimizza: "E' una non notizia" Una non notizia, Italo Bocchino cerca di sgonfiare e stemperare l'ennesima fuoriuscita dal partito.  "L’uscita da Futuro e Libertà di Urso, Ronchi e Scalia è una non-notizia, essendosi posti da tempo fuori dal partito. La notizia, semmai, sarebbe stata la loro volontà di lavorare per Fli". Lo dichiara in una nota il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino. "La nascita di un’area nazionale moderata e popolare riferita al Ppe e depurata dal berlusconismo -argomenta- risponde esattamente a quanto Fini ha chiesto prima al Pdl e poi al centrodestra in occasione della Convention di Bastia, ottenendo sempre risposte negative da chi ha preferito un centrodestra populista, padronale, non legalitario e non nazionale a quello di ispirazione europea e occidentale".