Fondi al villaggio turistico, senatore Pd nei guai

L’azienda avrebbe anche sostenuto la campagna elettorale del parlamentare

nostro inviato a Potenza

L’ultimo atto dell’inchiesta «Toghe lucane» sul presunto comitato d’affari in Basilicata composto da politici, professionisti, magistrati e imprenditori, s’è concretizzato nel nuovo sequestro del maxi complesso turistico «Marinagri» di Policoro, a due passi da Matera. La notizia, in sé, direbbe poco se non fosse che all’interno del provvedimento del pm calabrese Luigi De Magistris emergono clamorosi retroscena su alcuni indagati eccellenti, a cominciare da Filippo Bubbico, ex Ds, senatore Pd, già presidente della regione Basilicata, sottosegretario allo Sviluppo Economico nel governo Prodi. Iscritto per associazione a delinquere e truffa assieme al suo successore in regione (il governatore del Pd, Vito De Filippo, perquisito ieri) Bubbico sprofonda nei guai a seguito degli accertamenti sviluppati dalla Gdf e dal consulente del Pm sui tanti soldi pubblici destinati alla costituzione di questo faraonico polo turistico dal valore di 200 milioni di euro. Il senatore di Veltroni - secondo il Pm che ha indagato anche Elisabetta Spitz, moglie di Marco Follini, direttore dell’Agenzia del demanio - si sarebbe battuto strenuamente per convogliare su «Marinagri» finanziamenti statali, parte dei quali terminati poi in una società riferibile al 50 per cento proprio al senatore Bubbico. In più, secondo il sindaco di Scanzano Jonico, l’esponente di governo avrebbe anche attestato il falso riferendo in una delibera di un parere positivo del primo cittadino alla costruzione di «Marinagri», «parere che io - dice a verbale il sindaco Altieri - non ho mai dato».
Ma vediamo in che cosa consisterebbe «la condotta atta a favorire Marinagri messa in atto dalla giunta regionale della Basilicata e in particolare dal Bubbico», secondo la burocratica dizione del provvedimento di sequestro notificato agli indagati. La giunta capitanata dall’ex diesse si sarebbe contraddistinta in tutta una serie di iniziative «mirate» a far convogliare soldi per 26 milioni di euro in provincia di Matera, inziative giudicate abnormi o illegittime dagli investigatori.
Col via libera ai finanziamenti, previsti in tre tranche, vengono alla luce le prime incongruenze procedurali. Tra le società ammesse a beneficiare degli stanziamenti, a sorpresa spunta una nuova azienda, la Polidrica Soc. Coop. Arl, interessata a un anticipo per il porto Akiris. Dai riscontri anagrafici e tributari il perito del Pm scopre che alla stessa fa riferimento il 50 per cento del capitale sociale della società U&T (uomini e territorio) e che «l’ulteriore 50 per cento di quote è detenuto da Filippo Bubbico, ex presidente della regione Basilicata, attuale sottosegretario al ministero per lo Sviluppo Economico, e dal fratello Luigi». Quanto alla Polidrica, leggendo i libri contabili, salta fuori che il Cda della Marinagri Resort, nonostante altre società fossero già attive, «l’1.8.2006 deliberava l’affidamento di un appalto pari a 1.550.000,00 euro». Il Pm elenca tutte le fatture riportate dalla Polidrica, per un totale di 966.509,38, che «vengono prodotte al fine dell’erogazione dei fondi pubblici in argomento». Pertanto, rilevata «la riconducibilità di fatto della Polidrica alla famiglia Bubbico, tenuto conto delle condotte realizzate dallo stesso Bubbico a favore di Marinagri, appare investigativamente rilevante quanto appena indicato circa l’ottenimento di un così ingente appalto da parte della Polidrica».
Come se non bastasse, spulciando sul conto corrente bancario numero 3005(...) intestato a Marinagri Resort, la descrizione di un bonifico «per sottoscrizione elettorale per il candidato Bubbico Filippo» a un componente della segreteria politica del senatore del Pd, ha aperto un nuovo filone che rischia seriamente di portare lontano. Molto lontano.
gianmarco.chiocci@ilgiornale.it