Francesco al sud, Matteo al nord Il federalismo c’è anche nei nomi

Perché ci chiamiamo così? Il volume in vendita con «il Giornale» cerca di dare le risposte ai quesiti più vari. E stila la top ten delle scelte

Enza Cusmai

Nicola come il nonno o Alessandro come Del Piero? Maria come la Madonna oppure Francesca come la Neri che comunque è molto bella? Gli interrogativi durano circa nove mesi, tanto quanto dura la gravidanza. E anche al momento del parto molti neo-genitori sono ancora in preda al panico. Come lo chiamiamo?
Dare il nome a un neonato è una cosa difficile e di grandissima responsabilità: è indelebile come il segno di un pennarello, dura tutta una vita. Così spesso accade che nell’indecisione più totale si affibbi al nascituro un nome pescato qualche minuto prima del parto da una rivista, oppure da un libro di storia. Alla peggio, viene in soccorso il nome dell’idolo televisivo o cinematografico di turno. Le conseguenze di questa scelta ricadono ovviamente sull'innocente bambino che potrebbe correre il rischio di chiamarsi Ridge o Brooke per sempre.
Meglio dunque non essere frettolosi. Vale la pena di documentarsi per tempo e affidarsi, quando non si hanno le idee chiare, ad un buon libro di nomi, come quello che sarà in edicola domani con il Giornale al modico prezzo di euro 6,90. Il Grande libro dei nomi segue il volume dei cognomi proposto la settimana scorsa ed è un testo che può soddisfare mille curiosità e interrogativi. Innanzitutto propone un ricchissimo repertorio di nomi, dai più comuni ai più insoliti, e per ciascuno racconta l’origine, la storia e il destino ad esso legati. A questa premessa fondamentale si aggiunge una pennellata di esoterismo che arricchisce il significato di ogni nome. Come i legami con la fortuna, a cominciare dai giorni più favorevoli, i talismani, i pianeti, i colori positivi, l’influenza sulla personalità, sul carattere, sul comportamento.
Ma quali sono i nomi più diffusi? Tra le femmine Giulia, Martina e Chiara sono in cima alla classifica dell’Istat sui nomi assegnati ai bambini italiani nati nel 2004. Tengono testa anche Sara, Alessia, Francesca e Sofia e poi Giorgia, Elisa, Alice, Aurora e Anna. Maria, il nome di donna italiano più classico e tradizionale fino a qualche decennio fa, si posiziona solo al trentesimo posto, scavalcato anche da Emma, Laura, Serena, Marta, Rebecca.
Tra i maschi, furoreggia un po’ ovunque Francesco, seguito da Alessandro, Andrea, Matteo, Lorenzo, Luca, Mattia, Simone, Davide e Marco. I più classici Nicola, Vincenzo, Stefano, Edoardo, finiscono in fondo alla lista.
Ma ogni regione italiana ha le sue preferenze. Francesco, per esempio, è diffuso soprattutto al Centro sud, Calabria in testa dove circa 6 bambini su 100 vantano il nome del santo. Matteo invece è diffuso al Nord mentre Lorenzo prevale nel Centro Italia e in provincia di Bolzano. Giulia invece spopola nel Lazio e in Toscana, mentre Martina e Francesca sono più diffusi al Sud che al Nord.