Debutta Fruit Innovation l'ortofrutta italiana fa sistema per l'export

Inaugurata la nuova manifestazione che si tiene nell'ambito di Ipack-Ima. Presenti tutte le associazioni della filiera che pesa per il 25% nel comparto agro-alimentare italiano. Punto di forza dell'export: qualità della produzione e macchinari di trattamento e confezionamento con l'Italia leader mondiale. A Fiera Milano parte la cabina di regia, obiettivo: spingere l'internazionalizzazione delle imprese

Le fiere come strumento di politica industriale, motore di in grado dare valore e peso internazionale al made in Italy e alle sue filiere produttive. Come Fruit Innovation la nuova manifestazione inaugurata a Fiera Milano, dedicata al settore ortofrutticolo italiano che rappresenta un quarto del nostro comparto agro-industriale, ed è al secondo posto dopo il vino per l’export. Debutto importante, in un contesto di alto livello internazionale negli stessi giorni in cui Fiera è occupata dalla mostra mondiale del processo e packaging Ipack-Ima.

E in contemporanea con Fruit Innovation si è messa in moto la cabina di regia dell’ortofrutta, un’iniziativa a cui aderiscono tutti i principali protagonisti della filiera (produttori, commercio all’ingrosso, confederazioni agricole, esportatori, grande distribuzione) presenti in forze all’inaugurazione della manifestazione. L’obiettivo della cabina di regia è lo stesso di Fruit Innovation: rilanciare l’ortofrutta italiana attraverso l’innovazione del prodotto e l’internazionalizzazione dei mercati. Mercati sui quali l’Italia è forte ma deve confrontarsi con una concorrenza sempre più agguerrita e su questo fronte non aveva una manifestazione fieristica in grado di rappresentarla adeguatamente

“La cabina di regia - spiega Guido Corbella, amministratore delegato di Ipack-Ima - era nata per orientare la mostra, ma data la sua rappresentatività ha tutti i numeri per agire come un vero strumento di politica industriale al servizio del comparto”. La sfida di Fruit Innovation è questa. L’Italia vanta una posizione di primissimo piano per quantità e soprattutto qualità dei prodotti. Ma non riesce a mettere a frutto le sue enormi potenzialità. E’ oggi il secondo produttore di ortofrutta nell’Unione Europea. In particolare è il primo produttore mondiale di kiwi e il primo in Europa per pere, pesche e uva da tavola, mentre per le mele si colloca al secondo posto. E’ leader in Europa per lattughe e radicchio. Complessivamente produce 12 milioni di tonnellate all’anno, più o meno come la Spagna. Ma mentre l’export italiano vale 4,1 miliardi di euro quello spagnolo ne vale 11. Inoltre il consumo interno è in diversi casi in difficoltà. Le pere hanno perso il 30% dal 2000 al 2013, l'uva da tavola il 28%, le mele il 26%, le banane il 20%. La concorrenza è spietata e non è solo spagnola. Ci sono anche Olanda, Turchia e Polonia.

Ma l’ortofrutta italiana può contare su un vantaggio in grado di fare la differenza nella competizione internazionale per valore aggiunto e tasso di innovazione: la tecnologia di trattamento e confezionamento del prodotto. Tutto quello che trasforma una commodity agricola in un prodotto alimentare sugli scaffali dei punti vendita. Una grande filiera produzione-trasformazione. Nei macchinari per la trasformazione di frutta e vegetali l’Italia è infatti leader mondiale con quasi il 30% di export. Ma oltre alla percentuale è leader sul piano dell’innovazione tecnologica che ad esempio consente di spingere l’esportazione di prodotti freschi nei Paesi più lontani. Fruit Innovation incorpora questa importante dimensione tecnologica superando la formula tradizionale della fiera ortofrutticola. E’ questo il valore aggiunto che spiega il debutto nell’ambito di Ipack-Ima 2015.

"Fruit Innovation non è solo a una fiera di tre giorni, ma un impegno che si prolungherà per tutto l'anno attraverso gli orientamenti e le indicazioni che verranno dalla nostra cabina di regia - ha sottolineato Francesco Pugliese, presidente della mostra e di Associazione distribuzione moderna -. Intendiamo dare un segnale, mettere in campo cambiamenti che premino gli anelli della filiera a partire dalla produzione, soluzioni che favoriscano accordi in tema di aggregazione e abbattimento dei costi. Innovazione è una parola da riempire di contenuti. Fruit Innovation nasce con questa progettualità e rappresenta per la prima volta tutte le associazioni agricole, le imprese, la gdo, il piccolo dettaglio, superando steccati e divisioni. Fiera Milano per noi è la piattaforma ideale”.

E il tema della filiera è la chiave di volta, con la politica invitata a fare sintesi proprio con la cabina di regia. Che ha nell’Ice un altro elemento chiave, visto che il tema è crescere ancora di più sui mercati esteri, anche perché, come ha ricordato Riccardo Monti, “all’estero c’è una domanda gigantesca di agroalimentare italiano, della sua filiera e su questo si gioca la partita”.

Spiega Corrado Peraboni, amministratore delegato di Fiera Milano: “Fruit Innovation è una manifestazione che noi riteniamo significativa da un lato perché rispecchia un nuovo ruolo che Fiera Milano vuole avere con i propri clienti: un ruolo da partner, questa infatti è una manifestazione co-organizzata con Ipack-Ima e quindi importante per la nostra strategia futura; dall’altro perché è un tentativo di rappresentare un settore portante del made in Italy come l’ortofrutta, attraverso una fiera internazionale che mancava e cui serve invece una fiera leader di forte rappresentanza come avviene per altri settori, ad esempio la moda e il mobile arredo. Come calendario fieristico veniamo dopo TuttoFood, come comparto produzione-trasformazione prima di TuttoFood”.

"L'inaugurazione di Fruit Innovation - ha detto nel suo intervento aggiunto Mauro Parolini l'assessore al Commercio, Turismo e Terziario di Regione Lombardia - rappresenta una buona notizia per la Fiera di Milano che continua a dimostrare di essere leader in Italia e in Europa e capace di attrarre iniziative importanti, ma lo è ancora di più per i nostri operatori e per la nostra economia, in quanto offre ai singoli produttori la possibilità di farsi conoscere dai buyers esteri. Regione Lombardia è a disposizione per fare il suo compito, che è quello di aiutare chi crea ricchezza e chi crea lavoro. Abbiamo questa concezione sussidiaria. Anche nelle istituzioni- ha concluso Parolini - c'è bisogno di capire che l'autonomia ha un grandissimo valore; un valore che aumenta se si è capaci di lavorare insieme. Per questo cerchiamo di studiare con le altre Regioni strategie comuni che ci consentano di affrontare e vincere uniti la sfida dei competitor internazionali".