Eco fu il migliore della sinistra che si crede sempre migliore

Incarnò alla perfezione la presunta superiorità antropologica dei progressisti sugli "altri". Rinunciò a capire gli italiani che sognavano una destra liberale preferendo attaccare il mondo berlusconiano

Nel 2005 Luca Ricolfi scrisse il saggio Perché siamo antipatici. La sinistra e il complesso dei migliori (Longanesi). Il sociologo analizzava la reazione degli intellettuali, più o meno militanti a seconda dei casi, di fronte all'avanzata del berlusconismo. Già nel 1994, dopo la clamorosa sconfitta della gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto, si faceva strada la teoria delle due Italie. Una virtuosa, minoritaria e di sinistra. L'altra avida, corrotta, meschina, maggioritaria e di destra. Una colta, amante della lettura. L'altra ignorante, schiava delle televisioni. Tra i molti esempi di questa mentalità, sorda e cieca innanzi al Paese, felice di crogiolarsi nel pregiudizio, Ricolfi citava anche il professore Umberto Eco.

In effetti Eco, nel 2001, su Repubblica aveva teorizzato «al meglio» la superiorità antropologica della sinistra, e diviso i cittadini di destra in due categorie. La prima. L'Elettorato Motivato è composto dal «leghista delirante», dall'«ex fascista», e da tutti coloro che, «avendo avuto contenziosi con la magistratura, vedono nel Polo un'alleanza che porrà freno all'indipendenza dei pubblici ministeri». La seconda. L'Elettorato Affascinato «non ha un'opinione politica definita, ma ha fondato il proprio sistema di valori sull'educazione strisciante impartita da decenni dalle televisioni, e non solo da quelle di Berlusconi. Per costoro valgono ideali di benessere materiale e una visione mitica della vita, non dissimile da quella di coloro che chiameremo genericamente i Migranti Albanesi». Marcello Veneziani riassunse in una formula poi ripresa da tutti - incluso Ricolfi - tale modo di vedere le cose: «razzismo etico».

Rientrano in questo schema intellettuale, che ha avuto un nefasto influsso sulla vita culturale del Paese, alcune provocazioni del professore: gli appelli contro Berlusconi, lo sciopero dei consumi di prodotti delle aziende di Berlusconi, la promessa (non mantenuta) di abbandonare il Paese in caso di vittoria elettorale di Berlusconi, il paragone tra Hitler e Berlusconi, le rampogne contro il populismo e il fascismo strisciante di Berlusconi. Non sorprende che, a un certo punto, Eco fosse rimproverato da una parte dei suoi compagni di strada (oltre Ricolfi, ricordiamo Franco Cordelli, Erri De Luca, Gianni Vattimo) perché parlava soltanto di Berlusconi, ottenendo l'effetto di renderlo ancora più forte, mentre ignorava le gravi lacune della sinistra. Lui rispose così alle critiche, in un'intervista rilasciata a Dino Messina e pubblicata dal Corriere della Sera: «Guardi, l'Italia nei cinque anni appena trascorsi si è messa sulla strada del declino. Se andiamo avanti così diventiamo definitivamente un Paese da Terzo Mondo. Figurarsi se di fronte a un tale rischio mi metto a parlare della barca di D'Alema, che pure mi permetterebbe di fare delle bellissime battute».

Era appena uscito A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico (Bompiani, 2006) una raccolta di saggi sull'era Berlusconi. Al di là dello sdegnato giudizio etico, c'era poco. A Eco, come a molti altri, mancava la curiosità di scoprire davvero chi fossero e cosa volessero i milioni di italiani che speravano in una svolta liberale. La sua ultima avventura editoriale, la fondazione della casa editrice La Nave di Teseo, appena varata insieme con Elisabetta Sgarbi, rispondeva al desiderio di non pubblicare i suoi ultimi libri con la Mondadori della famiglia Berlusconi, che aveva acquistata Rcs Libri, e con essa la Bompiani, il suo editore storico. Venerdì prossimo La nave di Teseo pubblicherà Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida, libro che nasce dalle Bustine di Minerva, la rubrica di Eco sul settimanale l'Espresso. Si parlerà anche di politici. Almeno uno, sapete già chi è.

Commenti
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sbuciafratte

Dom, 21/02/2016 - 09:18

Si,e'l'altezzosa supponenza di una sinistra che fu e che se ne va'nell,oblio. Presto toccherà' ad altri altezzosi supponenti che ancor vecchi decrepiti hanno il cipiglio di fare la storia d'Italia, Scalfari e napolitano in testa con Renzi figliol prodigo.Viva la normalità' del popolino!! Che lavora, che ha paura del buio, che ha famiglia,che cerca di sbarcare,quello si,il lunario a fine mese

flip

Dom, 21/02/2016 - 09:45

nel passato, nel pci c'è già stato un "migliore". chissà perché si credono "migliori" degli altri.

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Lupodellealpi

Dom, 21/02/2016 - 19:34

Si credono migliori perchè incarnano la Volontà Generale Relativista. Per cui la volontà popolare, cioè la democrazia, va bene solo se conforme alla Volontà Generale da loro incarnata (ad esempio nel caso del referendum per l'aborto, guai a toccarlo, lo ha voluto il popolo; è una battaglia di civiltà, un diritto inalienabile). Se invece la volontà del popolo prende le distanze da essi (come ad esempio nei referendum sulla responsabilità civile dei giudici o sul finanziamento pubblico ai partiti) allora tanto peggio per la volontà del popolo-bue.

Silvio B Parodi

Dom, 21/02/2016 - 20:14

vanagloriosi deficenti e farbutti ecco la sinistra di Eco(balle)

joecivitanova

Dom, 21/02/2016 - 22:26

Ci sarebbe anche un'altra cosina da specificare; per molti 'coltomancino', non è che Umberto Eco si sia, nel corso della sua vita, schierato a 'sinistra', no no..! Non è ancora abbastanza chiara a molti questa cosa fondamentale, direi. Umberto Eco, essendo un grandissimo uomo di cultura, al di là del suo colore politico, poteva solo frequentare gli ambienti politici della sinistra, poiché la cultura è ed esiste solo lì..!! Capito adesso..!!.. G.

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giusdange2

Lun, 22/02/2016 - 01:13

In tutti questi anni, talune feroci critiche, provenienti da sinistra, non hanno fatto altro che rinforzare in me il concetto che FI e il suo leader fondatore siano veramente quel sogno liberale (anche se non perfetto) di cambiare, in meglio, il nostro Paese....con buona pace dei criticoni della gauche nostrana.