Furti, danneggiamenti e conti non pagati Adesso l’hotel fa la lista nera dei clienti

I nomi degli ospiti indesiderati finiscono in un database riservato. E
gli albergatori rifiutano le prenotazioni di chi ha combinato guai. E' <span class="abody">la risposta dei gestori ai siti internet di recensioni</span><br />

L’ospite, si sa, come il pesce dopo tre giorni comincia a puzzare. Ma se l’ospite in questione è pagante, dovrebbe prevalere un altro principio: il cliente ha sempre ragione. Non però se ruba, devasta, va via senza saldare il conto. Queste cattive abitudini sarebbero tutt’altro che un’eccezione, tanto che gli albergatori sono corsi ai ripari con la «Lista nera» degli ospiti indesiderati.

Come funziona: se un cliente si comporta male durante il soggiorno, il suo nome finisce in un database riservato ai gestori di hotel. Così la prenotazione degli ospiti con la «fedina alberghiera» sporca non verrà accettata. «Book-a-Break.com», portale di prenotazioni online, accanto alla pagina dedicata ai giudizi dati dai clienti agli hotel visitati, fornisce il servizio «Unwelcome guest list». La sezione non è pubblica, ma è consultabile gratuitamente dagli esercenti iscritti al sito. Per finire tra i diffidati, non basta commettere peccati veniali, come mettersi in borsa un souvenir della vacanza, tipo flaconcini di shampoo o ciabatte usa e getta.

Bisogna fare di molto peggio: non pagare il conto, danneggiare le cose, essere offensivi con il personale o con gli altri ospiti, accogliere in camera persone non autorizzate, rubare, frodare, usare dati falsi della carta di credito.
Gli albergatori ne hanno abbastanza di star e calciatori (ma non solo) che fanno festini e riducono le suite di lusso peggio di campi di battaglia. Spesso non vengono risarciti e ci rimettono di tasca propria. Solo in Gran Bretagna negli ultimi cinque anni sono stati 3 milioni i clienti che hanno creato danni. In particolare hanno rubato accappatoi per un valore di 5 milioni di sterline (più di 5 milioni e mezzo di euro), l’80 per cento di loro ha sottratto qualcosa andando via, 336 mila letti sono stati rotti, così come più di 300 mila televisori, 672 mila articoli elettrici, come caldaie, ferri da stiro, asciugacapelli, hanno richiesto la sostituzione. Nella top ten dei «ricordini» più amati, dopo accappatoi e asciugamani con il logo della struttura, ci sono lettori dvd, quadri, argenteria, lenzuola e coperte, tazze e piatti, lampadine. Persino tv al plasma, assi da stiro, tende e condizionatori.

Sempre nel Regno Unito sono oltre 10 mila le strutture tra hotel e bed&breakfast che hanno aderito al servizio fornito da «Guestscan.co.uk» per tutelarsi dai «nightmare guests», gli ospiti da incubo. Pagando un’iscrizione di 48 sterline gli addetti ai lavori hanno accesso a una lista dei clienti segnalati come molesti, che è molto simile a quelle dei cattivi pagatori stilate dalle banche. L’idea è venuta a Neil Campbell, un uomo d’affari inglese, vicino di casa di un proprietario di bed&breakfast. E che evidentemente ha raccolto le sue lamentele per gli schiamazzi e i comportamenti indisciplinati dei visitatori.

In questo caso però l’ostracismo non è a vita. Esiste una possibilità di appello. Una volta entrati nella black list, si rimane in una sorta di purgatorio per un periodo dai due ai quattro anni. Durante i quali si è sotto osservazione e messi alla prova. Si può cioè essere ammessi in albergo, su concessione del singolo gestore, ma bisogna dimostrare di essere pentiti e guadagnarsi il perdono. Se non si combinano più guai, la «fedina alberghiera» torna immacolata.