Il fustigatore di caste alla Camera è tra i più simpatici

Uno dei colleghi più simpatici che ho conosciuto alla Camera è Giancarlo Mazzuca, già direttore del Resto del Carlino e del Giorno e responsabile dell'economia al Giornale. Mazzuca sembra una persona bonaria e affabile che, di fronte a un piatto di cappelletti (lui è romagnolo), cede sempre a più miti consigli. Poi leggi il libro «I Faraoni» (Piemme editore), che ha scritto con Aldo Forbice, il conduttore della famosa rubrica radiofonica «Zapping», e scopri un altro personaggio: un cane da tartufo che non molla mai l'osso ed è pronto a denunciare tutte le magagne di un'Italia che non va. Se Stella e Rizzo hanno soprattutto preso di mira, nel loro fortunatissimo libro, la casta romana, Mazzuca e Forbice hanno spostato il tiro denunciando le tante caste che ci sono in Italia. C'è la casta dei consiglieri regionali che prendono prebende anche da defunti (in Veneto) e organizzano viaggi pagati con la scusa di riscoprire antiche civiltà scomparse (Liguria). C'è la casta degli amministratori provinciali che sopravvive, nonostante i costi (16 miliardi di euro l'anno) e nonostante la quasi inutilità delle loro funzioni (ora si occupano solo di viabilità, di edilizia scolastica e di piani regolatori). C'è la casta dei baroni universitari che continua a prosperare all'insegna del «crescete e moltiplicatevi» (un solo esempio: in Italia sono stati creati 37 corsi di laurea con un solo iscritto). C'è la casta del cinema e del teatro, con spettacoli mediocri che, come idrovore, continuano ad assorbire contributi statali. C'è la casta delle associazioni dei consumatori. Che sono talvolta fantomatiche e si arrogano, spesso e volentieri, servizi e compiti che potrebbero essere svolti più efficacemente dagli uffici legali. C'è la casta dei giornali di partito, pseudo-tali (e ce ne sono alcuni che gridano vendetta...) che ricevono aiuti dello stato anche quando sono semi-clandestini. C'è la casta dei giudici dei Tar che, oltre ai normali stipendi, percepiscono principeschi compensi (anche di milioni di euro) per arbitrati di poco rilievo. C'è la casta dei sindacalisti che percepiscono fior di stipendi per fare un altro lavoro con un costo complessivo per il sistema-Paese (tra distacchi sindacali e altro) di almeno due miliardi di euro l'anno: come non approvare la crociata del ministro Brunetta che cerca finalmente di metter ordine?
In tutta la miriade di faraoni e faraoncini, Mazzuca e Forbice indossano volentieri i panni dei fustigatori e lanciano il loro «j'accuse»: sarà la volta buona per cambiare finalmente qualcosa?
*deputato del Pdl