Il futuro dell'energia si chiama rinnovabili

Nel Cremonese l'impianto mini idro ad acqua fluente: 6mila famiglie avranno energia green

Riccardo Cervelli

Pizzighettone (Cremona) Il futuro dell'energia è nelle rinnovabili e il futuro del pianeta è nel rispetto dell'ambiente. Ieri a Pizzighettone le due strade si sono incrociate con l'inaugurazione della centrale idroelettrica che Edison aveva iniziato a costruire nel 2015. Un impianto ben integrato nel territorio del Parco Adda Sud grazie alla sua struttura interrata e alla presenza di un apposito passaggio che permette la risalita dei pesci. La centrale è di tipo «mini idro» ad acqua fluente da 4,3 MW. Sfrutta un salto idraulico già esistente, integrato da uno sbarramento mobile che ne ottimizza la gestione, per produrre mediamente 18 milioni di KWh l'anno. L'energia generata dall'acqua grazie a due turbine Kaplan ad asse orizzontale è equivalente al consumo annuo di 6.000 famiglie ed evita l'emissione nell'aria di circa 8.000 tonnellate di anidride carbonica.

«L'impianto di Pizzighettone è un nuovo tassello nello sviluppo di Edison che torna sull'Adda per proseguire il proprio percorso verso un futuro di energia sostenibile», ha dichiarato Marc Benayoun, ad di Edison.

Con questa nuova centrale, infatti, Edison riprende un percorso industriale iniziato quasi 120 anni fa proprio sulle sponde di questo fiume, dove nel 1898 ha realizzato quello che all'epoca era il più grande impianto alimentato ad acqua d'Europa e il secondo al mondo: la centrale Angelo Bertini di Paderno (Lecco), destinata ad alimentare la sempre più lunga rete tranviaria elettrica di Milano. Nell'arco di 20 anni furono costruiti altri due impianti sull'Adda che rappresentavano delle eccellenze italiane nel settore che sono tuttora operative e pienamente funzionanti: Esterle (1913) e Semenza (1920). Oggi il parco idroelettrico di Edison ha una potenza complessiva di circa 1.100 MW: 1.030 MW sono generati da 35 impianti di grande taglia, 70 MW da 37 centrali «mini idro». Nel 2016 la produzione idroelettrica complessiva di Edison è stata pari a 2,5 TWh. «Abbiamo un piano di investimenti da 1 miliardo nel periodo 2017-2020 - ha aggiunto l'ad della società (passata sotto il controllo di Edf Electricité de France nel 2012) - se consideriamo solo l'Italia: più di due terzi saranno destinati alle rinnovabili e all'efficienza energetica. Puntiamo a rafforzare la nostra posizione di operatore di riferimento in questo settore, con l'obiettivo di portare la nostra generazione elettrica da fonti rinnovabili dall'attuale 25% al 40% entro il 2030». La centrale di Pizzighettone dimostra come sia possibile coniugare le esigenze di approvvigionamento energetico con il rispetto della natura e del territorio. In questo caso ne sono un esempio un'opera compensativa costituita dalla riqualificazione di un campo di calcio vicino all'impianto e la realizzazione della «scala dei pesci». Quest'ultimo particolare ha colpito molto Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, presente all'inaugurazione: «Mi dicono che grazie a questa scala finalmente tutti i pesci potranno risalire il fiume: tutti tranne il siluro che minaccia l'habitat del fiume. Sarà così ristabilito un ecosistema naturale che era stato modificato 60 anni fa». Maroni ha lodato il completamento dei lavori della centrale in soli 18 mesi, nonostante sia stato necessario un dialogo tra molti soggetti portatori di istanze differenti.

«È un'ulteriore dimostrazione del modello di eccellenza della Lombardia, capace di far collaborare pubblico e privato e di non farsi fermare dai cavilli burocratici». Sul merito delle rinnovabili, Maroni ha ricordato come «in Lombardia abbiamo l'80% delle acque dolci d'Italia. Questo impianto non è stato costruito a valle di una cascata, ma sfruttando un dislivello come ce ne sono tantissimi nella nostra regione. Mi auguro che sarà possibile replicare altre opere come questa, all'insegna dell'energia rinnovabile e del rispetto della natura, anche in altre parti della Lombardia e di altre regioni».

Che questo tipo di progetti possa trovare un punto di accordo con le comunità e i territori lo ha confermato anche Luca Moggi, sindaco di Pizzighettone. «Il fiume Adda, insieme alla nostra cerchia muraria, rappresenta da sempre il tratto storico-paesaggistico principale che ha fatto da sfondo alla storia stessa di Pizzighettone. La costruzione da parte di Edison di un impianto per la produzione di energia rinnovabile sulle sue sponde, ne rinnova l'importanza strategica e la centralità rispetto al Paese, ripercorrendone la storia del passato, ma con uno slancio innovativo verso il futuro».

Commenti
Ritratto di Renzo Riva

Renzo Riva

Gio, 29/06/2017 - 15:43

Non entro nel merito della centralina idroelettrica di cui pomposamente si dice la bugia che fornirà l'energia a 6'000 famiglie; Provate a dire invece a quante famiglie potrà contemporaneamente fornire la POTENZA di 3 kW e vi accorgerete saranno a malapena 1'400 famiglie. .Il titolo poi è da sbalestrati. . Questi sono amministratori della cosa pubblica gestita col criterio del buon padre di famiglia oppure sono dei criminali? . Io non ho dubbio alcuno! .