G20, il Papa scrive a Brown: "Sforzo congiunto"

Il papa invita i
leader al G20 a coordinare gli sforzi "tra governi e
organizzazioni internazionali" per uscire dalla "crisi
globale" "evitando soluzioni segnate da nazionalismi e
protezionismo&quot;. In Italia <strong><a href="/a.pic1?ID=340378">la Cei stanzia un fondo da 300 milioni di euro per le famiglie</a></strong>

Londra - Il papa invita i leader al G20 a coordinare gli sforzi "tra governi e organizzazioni internazionali" per uscire dalla "crisi globale" "evitando soluzioni segnate da nazionalismi e protezionismo". Benedetto XVI lo scrive in un messaggio al premier britannico Gordon Brown, alla vigilia del G20. Papa Ratzinger ricordando l’Africa che ha appena visitato cita quanti "soffrono di più per gli effetti della crisi", chiede che il multilateralismo dell’Onu tuteli "tutti paesi", e chiede il rispetto degli obiettivi del millennio per "eliminare l’estrama povertà entro il 2015".

Garantire famiglia e lavoratori Le crisi finanziarie "scattano nel momento in cui, anche a causa del venir meno di un corretto comportamento etico, manca la fiducia degli agenti economici negli strumenti e nei sistemi finanziari. Tuttavia, la finanza, il commercio e i sistemi di produzione sono creazioni umane contingenti che, quando diventano oggetto di fiducia cieca, portano in se stesse la radice del loro fallimento". "L’unico fondamento vero e solido è la fiducia nell’uomo", aggiunge Benedetto XVI. "Perciò tutte le misure proposte per arginare la crisi devono cercare, in ultima analisi, di offrire sicurezza alle famiglie e stabilità ai lavoratori e di ripristinare, tramite opportune regole e controlli, l’etica nelle finanze".

Africa poco rappresentata Da poco tornato da Camerun e Angola, il Papa scrive a Gordon Brown, in occasione del vertice G20, e sottolinea che l’Africa e i paesi poveri sono troppo poco rappresentati nei consessi internazionali. Il summit di Londra, come i precedenti, "per ragioni pratiche e pressanti è limitato alla convocazione di quegli Stati che rappresentano il 90% del pil mondiale e l’80% del commercio mondiale", rileva Benedetto XVI. "In questo contesto l’Africa sub-sahariana è rappresentata solo da un paese e da alcune organizzazioni regionali. Questa situazione deve promuovere una profonda riflessione tra i partecipanti al summit, poiché coloro la cui voce ha meno forza nella scena politica sono proprio quelli che soffrono di più gli effetti negativi di una crisi per la quale non hanno responsabilità". È "necessario", per il Papa, rivedere i meccanismi delle Nazioni Unite "per ascoltare le voci di tutti i paesi e assicurare che le misure e i passi compiuti agli incontri del G20 siano sostenuti da tutti".