G20, Silvio rassicura l’Europa:l'Italia onorerà tutti gli impegni

A Cannes il presidente del Consiglio illustra ai leader stranieri il pacchetto anticrisi. Merkel e Sarkozy approvano: "Ma ora si faccia in fretta". La fiducia sul maxiemendamento in Senato già dal 20 novembre. <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/la_vendita_patrimonio_immobiliare_pubbl... target="_blank">Dalle dismissioni 60 miliardi. E l'articolo 18 resta nel cassetto</a></strong>

nostro inviato a Cannes

«Il problema dell’Italia non sono i fondamentali dell’economia ma il debito. Ci siamo impegnato a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e come sempre terremo fede agli impegni». Davanti all’Eurogruppo che precede la sessione di un G20 tutto incentrato sulla crisi economica, Silvio Berlusconi illustra i provvedimenti contenuti nel maxi-emendamento alla legge di Stabilità che inizierà il suo iter al Senato la prossima settimana.

Dismissioni, liberalizzazioni, pensioni, abolizione delle tariffe fisse e deregulation per le imprese: tutte misure su cui il governo è intenzionato a mettere la fiducia con una tempistica che dovrebbe prevedere il voto di Palazzo Madama dopo il 20 novembre e poi quello della Camera. Insomma, proprio mentre da Roma arrivano notizie poco tranquillizzanti sui numeri della maggioranza (soprattutto a Montecitorio), il Cavaliere rassicura i partner presenti all’incontro con Paesi della zona euro del G20 (Francia, Germania, Spagna, Ue e Fondo monetario internazionale). E sottolinea come i fondamentali dell’economia italiana siano solidi, citando il dato dell’export cresciuto dall’inizio dell’anno del 17% nonostante il cambio sfavorevole. Il problema, insomma, resta quello del debito, ma il premier ribadisce che rispetterà gli impegni e spiega ancora una volta che la ricchezza patrimoniale delle famiglie italiane è un multiplo dello stock di debito pubblico del Paese. E aggiunge: il governo è determinato ad aprire una trattativa in tempi rapidi con i sindacati sulla riforma del mercato del lavoro.

Un’illustrazione, quella del premier, limata nei dettagli sul volo che lo porta a Cannes in compagnia di Giulio Tremonti. Un’ora e passa di tregua armata tra le nuvole per il premier e il ministro dell’Economia che mettono da parte quelle che sono ormai incomprensioni inconciliabili e lavorano sul testo da esporre all’Eurogruppo. E nel merito le misure convincono i partner internazionali. Sia Nicolas Sarkozy che Angela Merkel concordano infatti con Berlusconi sui punti di forza italiani. E anche sulla bontà delle misure annunciate, che poi sono una prima tranche di quelle già messe nero su bianco la scorsa settimana nella lettera a Bruxelles. Il punto, infatti, sono i tempi. Perché sia il presidente francese che la cancelliera tedesca insistono sulla necessità di approvare il più presto possibile i provvedimenti in questione.
Sarkozy lo dice anche durante la sua conferenza stampa. «Ho fiducia nell’economia italiana che è la terza potenza d’Europa e la settima nel mondo. La questione adesso - spiega l’inquilino dell’Eliseo - non è tanto il pacchetto delle misure approvate, quanto la loro applicazione». Fare presto, insomma. Perché se è vero che a Cannes l’Italia non è sul banco degli imputati e il tema centrale resta la Grecia e il destino della moneta unica, non c’è dubbio che dei timori ci siano.

Anche se, spiega uno dei consiglieri di Barack Obama, il problema non è certo Berlusconi. A chi gli chiedeva come mai il Cavaliere non abbia avuto un bilaterale con il presidente americano e se la Casa Bianca fosse preoccupata da un’eventuale caduta del Cavaliere, Ben Rhodes risponde infatti che «per l’Italia vale il discorso della Grecia». «Se ci sono cambiamenti di governo - spiega - non cambiano i problemi del Paese». I due si incrociano nuovamente a sera davanti all’ingresso dell’hotel dove alloggiano, con Obama che esce per fare jogging e Berlusconi che rientra per attaccarsi al telefono e cercare di avere delucidazioni su quanto accade a Roma. Qualche battuta sulla forma fisica con il presidente degli Stati Uniti che si congeda mostrando il muscolo: «Very small».