G8, no autorizzazione a procedere per Lunardi 

La Camera nega l’autorizzazione a
procedere nei confronti dell’ex ministro
delle Infrastrutture e Trasporti. Gli atti
dell’indagine sull’acquisto di un palazzetto da Propaganda Fide
saranno restituiti al tribunale dei ministri di Perugia. Lunardi è indagato per corruzione insieme all’arcivescovo di
Napoli

Roma - La Camera ha negato l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Pietro Lunardi. Gli atti dell’indagine sull’acquisto di un palazzetto da Propaganda Fide saranno restituiti al tribunale dei ministri di Perugia. "Oggi - ha detto Lunardi - è stato fatto un primo passo importante per fare chiarezza".

La decisione della Camera Lunardi, oggi deputato del Pdl, indagato per corruzione insieme all’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe con l’accusa di aver acquistato nel 2004 ad un prezzo di favore da Propaganda Fide un intero palazzo di cinque piani in via dei Prefetti a Roma in cambio del finanziamento pubblico di 2 milioni e mezzo di euro per la ristrutturazione di un immobile a Piazza di Spagna: è stato approvato infatti con 292 voti a favore, 254 contrari e due astenuti il parere della giunta per le autorizzazioni che stabiliva la restituzione degli atti al collegio per i reati ministeriali del tribunale di Perugia.