Il Galliera apre le porte e svela i suoi tesori alla città

Quando, nel lontano 17 marzo 1888, fu ricoverato qui, il facchino Paolo Bettinotti rimase incantato perché era il primo e, almeno per un giorno, unico paziente del nuovissimo Ospedale Sant'Andrea che, insieme agli istituti San Filippo e San Raffaele, costituiva l'originaria «Pia Opera De Ferrari Brignole Sale», fortemente voluta e donata alla città da Maria Brignole Sale, Duchessa di Galliera. Ogni degente aveva a disposizione una camera con tanto di bagno privato, personale medico d'eccezione, strumenti sanitari all'avanguardia, in una struttura in cui tutti gli ambienti erano ventilati grazie ad un impianto di condizionamento ante-litteram.
Il «gioiello della Duchessa», così come fu ribattezzato, si presentava come uno tra i complessi ospedalieri più moderni dell'epoca, fiore all'occhiello della Repubblica Ligure allora facente parte dell'Impero Francese, al punto che la Duchessa è immortalata da uno scatto del fotografo francese Nadar e il suo nome viene citato anche nella «Recherche» di Marcel Proust. La visita ha inizio nell'atrio di ingresso di via Volta, dove lo sguardo viene subito rapito dall'affresco in stile neo-cinquecentesco del «Buon Samaritano», dipinto da Giuseppe Isola. Tra effigi dei vari benefattori, si sale uno scalone dominato dal busto marmoreo del Cardinale Giuseppe Siri, presidente degli Ospedali Galliera dal 1948 al 1987. Proseguendo attraverso il Loggiato che ospita la mostra fotografica aperta fino al 9 dicembre, si raggiunge il Salone Congressi, distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale nel 1941 e poi restaurato. Qui fa bella mostra di sé una collezione di arredi provenienti per lo più dal Palazzo Galliera di Voltaggio, residenza di campagna della Duchessa. E qui è possibile ammirare il «Grande ritratto di famiglia», olio su tela di scuola fiamminga della prima metà del seicento. È la volta quindi della Cappella, dove spicca l'ottocentesco gruppo scultoreo della Pietà del Cevasco, e da dove, osservando con attenzione verso l'esterno dalla grande finestra che si affaccia sul Monte Fasce, si scopre che la testa della statua della Duchessa situata nel giardino principale, è in perfetta linea prospettica con il tabernacolo della chiesa. Verso la fine del percorso, un altro assorto sguardo viene catturato dal «Ritratto della Duchessa di Galliera con il figlio Filippo», olio su tela copia dell'originale del 1856 di Leon Cogniet, custodito a Palazzo Rosso. Penultima tappa, il bel giardino con al centro il «Monumento alla Duchessa di Galliera» dello scultore Giulio Monteverde, eretto nel 1898, dieci anni dopo la morte dell'amata fondatrice. La visita termina sul terrazzo con una magnifica vista panoramica della città, soprattutto su quel lato mare dove, studi di fattibilità e burocrazia permettendo, dovrebbe sorgere fra qualche anno il nuovo ospedale, con i luoghi appena visitati pronti a trasformarsi in un polo culturale, accademico e sociale. Per le prenotazioni (minimo venti persone ogni visita), telefonare allo 0105632090.