Gas: la Ue sbaglia a separare produzione e distribuzione

«Con il vostro Paese abbiamo firmato un accordo che prolunga fino al 2035 i contratti di erogazione»

La sicurezza energetica è comprensibilmente diventata uno dei temi più dibattuti in Europa negli ultimi anni. Nonostante gli sforzi per stimolare l’uso di fonti energetiche alternative, petrolio e gas continuano a essere le principali fonti di energia. Mentre i conflitti globali e l’aumento della domanda fanno aumentare il prezzo di queste fonti fossili, i principali importatori - come a esempio l’Europa - sentono il bisogno di rivedere le proprie strategie energetiche, e di rivalutare e accertare la sicurezza delle proprie forniture.
Da decenni, Gazprom è un importante player del sistema energetico europeo. Questa partnership è iniziata nel 1967, con le forniture a quella che allora era la Cecoslovacchia, e poi si è estesa rapidamente a quasi tutti gli altri Paesi dell’Europa Orientale. Questo Aprile ricorrono i 35 anni dalla fondazione di Gazprom Export. In tutto questo tempo, Gazprom ha assicurato forniture ininterrotte ai propri clienti, nonostante operasse in contesti spesso difficili dal punto di vista politico ed economico: la Guerra fredda, la disgregazione dell’Urss, la transizione spesso dolorosa della Russia all’economia di mercato e l’ingresso dei Paesi dell’Europa centrale e orientale nell’Ue. Nel 2007, Gazprom ha fornito oltre 150 milioni di metri cubi di gas all’Europa. L’Italia ha ricevuto 21 miliardi di metri cubi di gas che hanno coperto gran parte del fabbisogno energetico del Paese. Per poter adattare il volume delle forniture alla crescente domanda europea, stiamo dedicando sempre più risorse allo sviluppo di nuovi giacimenti di gas, a nuovi percorsi di trasporto e alla costruzione di nuove strutture di stoccaggio sotterraneo in Europa. Il giacimento di Shtokman, sviluppato insieme ai nostri partner europei, permetterà l’accesso al più grande deposito di gas offshore del mondo, migliorando ulteriormente la sicurezza delle forniture di gas in Europa.
La nostra partnership con l’Europa è forte. L’Italia ne è un ottimo esempio: Gazprom è uno dei principali fornitori del mercato italiano, che ha oltre 18 milioni di consumatori di gas. L’anno scorso abbiamo firmato un accordo che prolunga gli attuali contratti di fornitura di gas all’Italia fino al 2035, e attualmente stiamo negoziando forniture a lungo termine con altre aziende e utilities italiane.
Ci siamo uniti con Eni per una delle nostre iniziative più importanti: il progetto del gasdotto South Stream, che darà maggior sicurezza energetica all’Europa e all’Italia, aumentando a 30 miliardi di metri cubi l’anno la capacità di fornitura di gas all’Europa. South Stream accrescerà le possibilità di import di gas, espanderà la rete europea di trasporto di gas, migliorerà le connessioni tra l’Europa orientale e quella occidentale e, infine, renderà più flessibile il sistema europeo del gas.
Di recente, Gazprom ed Eni hanno fondato South Stream Ag, l’azienda che valuterà la fattibilità tecnica, economica e politica del gasdotto South Stream. Gazprom ed Eni valuteranno insieme la possibilità di coinvolgere altri partner in questa impresa, e siamo desiderosi di discutere il progetto con la Commissione Europea e altre istituzioni dell’Ue. Eni è partner di Gazprom non solo per South Stream.
Insieme abbiamo già realizzato con successo il progetto Blue Stream in Turchia, strumento cruciale per accrescere la sicurezza energetica, che garantisce forniture addizionali a Paesi quali la Turchia, in momenti in cui altri Stati esportatori hanno problemi di penuria di gas.
Per regioni che importano gas come l’Europa, la sicurezza energetica dipende da due fattori: forniture affidabili a prezzi economicamente ragionevoli. Per noi, la sicurezza dei mercati energetici si basa su una domanda prevedibile con ritorni affidabili per il gas che forniamo. In questo sistema interdipendente, i contratti a lungo termine e la partecipazione in progetti come South Stream - gasdotto che nella sua sezione offshore attraverserà il mar Nero dalla costa russa alla Bulgaria, e proseguirà in Europa con i rami di Nordovest e di Sudovest - formano la colonna portante che ci consente di impegnarci in investimenti di milioni di euro, necessari per fornire ai consumatori europei l’accesso a giacimenti di gas che si trovano in alcune delle zone più remote e inospitali del pianeta. Per questo, le proposte di riforma radicale del mercato europeo dell’energia avanzate dalla Commissione Ue destano in noi una certa preoccupazione, in quanto mettono in pericolo un sistema già collaudato. È difficile capire in che misura la proposta della Commissione, che mira a recidere completamente il legame tra la proprietà e la distribuzione del gas, possa garantire gli investimenti necessari alle infrastrutture europee del gas, e come possa contribuire a raggiungere l’obiettivo comune di assicurare la sicurezza energetica dell’Ue.
Gazprom è cosciente del fatto che a Bruxelles e in altre capitali c’è preoccupazione per le dispute sul prezzo del gas che coinvolgono i Paesi di transito e che possono mettere a repentaglio la sicurezza energetica della Ue. La Russia e alcuni dei suoi clienti sono in un difficile processo di transizione da prezzi fortemente sovvenzionati a prezzi di mercato, come è stato richiesto dalla Ue e dal Wto, e in effetti alcune questioni commerciali devono essere ancora chiarite. Ma le nostre recenti trattative con i partner bielorussi e ucraini hanno dimostrato chiaramente che questi problemi possono essere risolti e che le forniture all’Europa sono sicure. Abbiamo tenuto fede al nostro impegno a una maggiore trasparenza tenendo i nostri partner europei costantemente informati degli sviluppi di queste trattative. La sicurezza energetica può essere raggiunta solo se i fornitori e i clienti stabiliscono una partnership basata sul rispetto reciproco e su decisioni economiche razionali.
Gazprom si impegna alla trasparenza e al dialogo con la Ue, con i suoi Stati membri, e con i suoi partner europei, nell’obiettivo condiviso di garantire sicurezza ai mercati dell’energia per i decenni a venire.
*vicepresidente di Gazprom