La Gelmini: "Scuola, spesa fuori controllo Sì al confronto, ma basta menzogne"

Il ministro replica ad attacchi e polemiche. "Non è vero che noi spendiamo meno degli altri paesi, in alcuni casi
spendiamo anche di più, ma spendiamo male. Dobbiamo abituarci a
spendere meglio, come fanno le famiglie".
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Brescia - "C'é la necessità di razionalizzare la spesa, rivederne i meccanismi. E'innegabile che in questi ultimi anni la spesa dell'istruzione era fuori controllo". E' quanto ha sottolineato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, a margine di un convegno a Rezzato, nel Bresciano. Secondo il ministro "non è vero che noi spendiamo meno degli altri paesi, in alcuni casi spendiamo anche di più, ma spendiamo male. Dobbiamo abituarci a spendere meglio, come fanno tutte le famiglie italiane. Credo che sia dovere di un buon amministratore e di un buon governo la massima trasparenza nell'utilizzo delle risorse pubbliche".

Parlando della riforma, la Gelmini ha spiegato che "nasce anzitutto dalla volontà di restituire alla scuola la sua missione fondamentale, che è quella di essere un agenzia educativa e formativa. Noi crediamo che valori come l'impegno e la serietà nello studio, ma anche il rispetto degli altri - da qui il voto in condotta - siano valori che non appartengono al passato ma di cui la nostra società ha bisogno. Nella riforma abbiamo voluto affermare la nostra idea di scuola, la volontà di valorizzare il ruolo degli studenti ma anche degli insegnanti. Insegnanti che sono tra i meno pagati d'Europa, ma sopratutto tra i meno considerati. E' una situazione che va cambiata". Il ministro ha ricordato che il governo ha previsto in finanziaria di impiegare parte dei risparmi per "premiare gli insegnanti migliori". Tutto si può discutere, ma l'idea su cui é impostata la riforma è precisa: "Ritenere centrale la scuola come elemento di formazione dei giovani".

Università "Credo che ci siano le condizioni per spiegare, innanzitutto, il provvedimento che abbiamo approvato recentemente in Consiglio dei Ministri". Ha detto ancora la gelmini. "Mi riferisco sia alle linee guida sull'Università che a un decreto che verrà poi discusso in Parlamento e che contiene pochi provvedimenti ma molto significativi. Penso a 130 milioni di euro in borse di studio per premiare gli studenti meritevoli e capaci, anche privi di mezzi, come recita la nostra Costituzione, 70 milioni di euro per residenze universitari e poi tagli selettivi per premiare le Università migliori, penalizzando chi spreca denaro pubblico".

Dialogo Sappiamo che abbiamo di fronte una situazione economica molto difficile - ha proseguito il ministro -. "E' evidente che alcuni sprechi, alcuni privilegi non sono più difendibili. Il governo Berlusconi è molto determinato nell'utilizzare al meglio le risorse che abbiamo a disposizione, non rinviando le riforme. Per troppi anni il paese ha sofferto di una mancanza di coraggio nel portare avanti il cambiamento, nell' approvare riforme importanti in settori come la scuola e le università". "Noi - ha concluso- siamo determinati ad assumerci tutte le nostre responsabilità ad andare avanti in un'apertura di dialogo con l'opposizione, perché la scuola e l'Università non sono né di destra né di sinistra, appartengono al paese, appartengono ai giovani. Oggi i giovani hanno meno opportunità rispetto ai loro padri, abbiamo il dovere d'intervenire e di avere il coraggio di voltare pagina".

Veltroni "Ho misurato sui temi della scuola quanto sia forte la crisi della sinistra e quanto sia lontano il Veltroni del Lingotto, il Veltroni che ci aveva illuso e che ci aveva convinto di volersi misurare con il cambiamento e le riforme". La Gelmini si è poi augurata, parlando dei giorni del Lingotto, "che l'opposizione prosegua su quella strada che però si è interrotta su un terreno fragile e complesso come quello della scuola".

"Sono state raccontate agli italiani molte bugie: la volontà del governo d'eliminare il tempo pieno, o peggio ancora di farlo pagare alle famiglie, la volontà di chiudere le scuole di montagna e delle piccole isole, la volontà d'impoverire l'insegnamento della lingua straniera. Tutte bugie". "Io sono ferma - ha detto ancora - nella volontà di confrontarmi con la sinistra ma respingo il tentativo di buttare delle menzogne sulla riforma, di creare un clima d'allarmismo". E ha concluso: "Questo governo e soprattutto il presidente Berlusconi non permetterebbero mai di abbandonare il tempo pieno che è un elemento fondamentale nella vita di ogni famiglia. Il tempo pieno, grazie alla scelta del maestro prevalente, non solo rimarrà e le famiglie non lo pagheranno ma addirittura sarà aumentato, perché utilizzando meglio le risorse è possibile non solo mantenere i servizi, ma anche qualificarli ed estenderli in maniera adeguata laddove serve".