Gelmini: «Le scuole ripartono subito» Oggi 2.500 in classe

«Puntiamo a riaprire prima possibile le scuole nelle zone non direttamente colpite dal terremoto: nella maggior parte dei casi già da lunedì prossimo». Lo ha annunciato il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa al termine di una riunione operativa tenuta ieri all’Aquila.
Il ministro ha spiegato che ci sono già alcune ordinanze dei sindaci in tal senso, mentre lo stesso ministro ha già firmato due decreti: il primo per consentire di ospitare i ragazzi in qualunque scuola della regione («e per questo - ha detto - mi aspetto molta flessibilità dalle scuole di accoglienza per far concludere a questi studenti l’anno scolastico senza ulteriori traumi»); il secondo decreto per garantire la massima flessibilità al personale docente e tecnico-amministrativo al fine di far prestare agli interessati servizio in altre scuole della regione, di medesimo ordine e grado. Per quanto riguarda ancora gli esami «l’orientamento - ha spiegato il ministro - è quello di utilizzare il modello già sperimentato nel caso del terremoto del Friuli».
Intanto, sono quattro le province che accoglieranno nelle loro scuole, da oggi a lunedì, la maggior parte della popolazione studentesca aquilana, per concludere l’anno scolastico. A Teramo, Pescara, Chieti e Ascoli Piceno, secondo primissime stime, all’incirca 2.541 studenti sfollati dalle zone del terremoto si aggiungeranno a quelli locali. Sono 1.830 i ragazzi che frequenteranno le aule della costa teramana (832 nelle elementari, 454 nelle medie, 544 nelle superiori); 382 quelli che si aggiungeranno agli studenti di Pescara e Montesilvano (126 elementari, 81 medie, 175 superiori); 239 quelli presenti in provincia di Chieti (115 elementari, 56 medie, 68 superiori) e 90, infine, gli studenti in provincia di Ascoli. In alcuni comuni, le verifiche statiche delle strutture, ancora in corso, non consentiranno l’ingresso in aula oggi, come previsto invece dal calendario scolastico. In altri l’impedimento è rappresentato da vere e proprie criticità, emerse dopo la lunga serie di scosse degli ultimi dieci giorni. Dei 1.830 ragazzi aquilani censiti lungo la costa teramana, ad esempio, saranno sui banchi da oggi quelli che si trovano a Martinsicuro e Alba Adriatica - i comuni più a nord della provincia -, mentre invece non potranno frequentare fino a lunedì prossimo quelli che sono a Tortoreto (5 km più a sud rispetto ad Alba). A Giulianova saranno aperte solo le superiori, in attesa di completare le verifiche in elementari e medie; nelle scuole di Roseto le lezioni riprenderanno regolarmente domani, secondo calendario. A Teramo città, in classe solo lunedì. Scuole aperte da oggi per studenti aquilani e non anche a Pescara e Montesilvano. Tre, invece, le sedi scolastiche di istituti secondari superiori della provincia di Pescara rese inagibili dal terremoto: l’Istituto d’arte «Mario dei Fiori», la succursale del Liceo Scientifico di Penne, l’Ipsia di Popoli.
Scuole aperte solo da lunedì prossimo a Chieti, per ultimare le verifiche, e in molti comuni della provincia: quattro dei sette comuni dell’Unione dei Comuni delle Colline Teatine, e poi ancora a Ripa Teatina, Vacri, Villamagna, San Salvo, Vasto e Lanciano. A scuola normalmente da domani a Tollo e San Martino sulla Marrucina. Infine, mentre stamattina a Poggio Picenze, circa 15 km dall’Aquila, si inaugura la prima tenda-scuola che segna la ripresa, seppur simbolica, dell’attività scolastica nelle aree terremotate dell’Abruzzo, a Sulmona e Avezzano si riprenderà lunedì prossimo.