Genova assediata da zanzare, tarme e cimici

La paura della «Tigre» alla Foce Sotto accusa gli scavi per il Bisagno

Assediati dalle zanzare. Anche se siamo appena a marzo sono migliaia i genovesi che scoprono in casa i fastidiosi insetti, tipici del periodo estivo. Accade, in particolare, nella zona della Foce, dove sotto accusa - questo è il parere degli abitanti - sono gli scavi a cielo aperto davanti al palazzo sede dell’Aci, dove, probabilmente a causa del clima caldo-umido e della pozza d’acqua ferma dove gli operai lavorano alla messa in sicurezza del Bisagno. Temibile è soprattutto la zanzara Tigre, che provoca i ponfi dolorosi che molti ben conoscono. A preoccupare le famiglie è soprattutto il numero di insetti. «Non si tratta di una o due zanzare, che potremmo anche considerare normali in questa stagione - si sfogano i residenti -, ma di decine di insetti che infastidiscono parecchio. Se andiamo di questo passo cosa dovremo aspettarci per la prossima estate?».
Ma c’è di più. Non c’è solo zanzara. E non è la varietà «Tigre» l’insetto più infestante. Infatti a lanciare l’allarme sulla «colonizzazione» dei nostri appartamenti da parte di prolifici quanto invisibili invasori sono gli esperti del Museo di Storia Naturale Giacomo Doria, in via Brigata Liguria, a Genova. «Da tempo noi svolgiamo un servizio gratuito per la cittadinanza che ci porta insetti “strani” trovati in casa per farli riconoscere e classificare - spiega l’entomologo Roberto Poggi, che dirige il museo -. Non si tratta di uno sfizio, ma di un’esigenza reale, visto che molto spesso le persone si trovano sul viso o sul corpo punture di insetti che erroneamente vengono considerati zanzare, ma che magari sono di tutt’altra specie». Il fatto di riconoscere a quale famiglia di insetti appartengano ha un’utilità massima per i medici di famiglia che così sanno quale tipo di sostanza urticante combattere.
E dal lavoro di Poggi e dei suoi collaboratori si scoprono molte novità. «In molti, per esempio, ignorano lo scleroderma - dice Poggi - un piccolo imenottero parassita delle tarme dei mobili antichi. Ha l’aspetto di una formichina, ma i ponfi che provoca la sua puntura sono molto più grossi, rossi e soprattutto guariscono più lentamente di quelli della zanzara». Basta avere un mobile un po’ datato o un divano non proprio ultimo modello che le tarme possono attaccarlo. E a loro volta arriva anche lo scleroderma, che colpisce di notte e si può insinuare anche nei materassi arrivando quindi a colpire le sue vittime mentre dormono.
Ma l’esercito invisibile di parassiti è rinforzato anche da tarli e termiti. «Sono molte le persone che ci portano esemplari di insetti che trovano in casa - continua Poggi - e noi li classifichiamo. È un lavoro che eseguiamo anche per le Asl che si trovano a dover affrontare la disinfestazione di edifici interi o aree ospedaliere e scolastiche».
Ma c’è di peggio. In questi ultimi tempi gli entomologi del Doria si trovano davanti alla ricomparsa massiccia di animali la cui invasione sembrava debellata e da confinare semmai solo a situazioni di estrema povertà. «Si rivedono, e anche in grande quantità le cimici», spiega il dottor Poggi, che si dice egli stesso stupito del fenomeno. Sì, le cimici dei letti sono tornate e a chiedere informazioni su questi piccoli intrusi trovati tra le lenzuola non sono certo senzatetto o persone emarginate, come sarebbe lecito pensare, bensì signore eleganti e che vivono nei quartieri della Genova bene. «Non sappiamo ancora come mai, ma le cimici sono tornate e sono in case insospettabili - spiega Poggi -. Un’idea che ci siamo fatti sulla loro origine è quella legata ai viaggi esotici all’estero, dove magari si contaminano vestiti e altri oggetti personali. E poi, una volta che le cimici sono arrivate a casa è estremamente difficile liberarsene». Cosa si può fare? «Per il momento tenere ben alta l’attenzione».