Genova capitale del verde ma anche del degrado

I dati del secondo rapporto dell'Agenzia per la protezione ambientale parlano chiaro: Genova è la seconda città, dopo Torino, con maggior percentuale di verde sulla superficie comunale (10,7 per cento). Ma raggiunge il primo posto per la quantità di verde urbano per ogni abitante (42.1 per cento). Purtroppo i genovesi non possono sfruttare i loro polmoni verdi come vorrebbero a causa del loro stato. Un esempio? Il parco di Villa Imperiale, nel quartiere di San Fruttuoso. Gli habituè della villa non si tirano indietro nell'elencare i problemi, tra i quali spiccano la scarsa sicurezza e la poca pulizia. «Non ci sono controlli,- spiega Gianni, sessantenne che conosce bene il parco - un giorno abbiamo dovuto chiamare noi il 113: c'era un ragazzo su una panchina che non stava per niente bene, forse una dose troppo pesante. Generalmente si mettono nelle terrazze più nascoste, ma quel giorno gli è andata bene essere visibile! L'anno scorso qualche volta passava un volontario con la scritta “Tutor d'area”, ma è da un po' che non lo vedo. Basterebbe un vigile su uno scooter due volte al giorno, invece dobbiamo sorvegliarci a vicenda». Considerazioni negative anche sulla pulizia: «Gli operatori ecologici non vengono mai, tutto ricade sull'associazione “Gli amici della villa”, pensionati volontari che si danno il cambio per mantenere pulito il parco. Bisogna ringraziarli per il prezioso lavoro, anche se poi la spazzatura da loro ammucchiata viene portata via dopo un mese!».
Ciò comporta soprattutto pericolo per i bambini: le foglie potrebbero nascondere siringhe o altri oggetti con cui farsi male. Altro tasto dolente sono i giochi: «C'è solo uno scivolo, e l'ultima volta che si è rotto abbiamo aspettato sette mesi che lo aggiustassero - a parlare è Luisa, mamma di Giulia, quattro anni - e poi c'è questa casa costruita dall'associazione SempliceMente. Qui organizzano feste per i nostri bambini, fortuna che ci sono loro! Ma se fossero aiutati dal Comune… Servirebbero giochi per tutte le età, da mettere nella parte bassa del parco, per dare la possibilità a tutti di raggiungerli». Infatti l'unico vecchio scivolo, si trova nella parte alta, e poche mamme arrivano fin lassù: «È faticoso. Si deve attraversare tutto il parco in salita, magari spingendo il passeggino, oppure prendere l'autobus ed entrare dal cancello superiore».
Voto basso anche da parte di chi possiede un cane. «Siamo obbligati a tenerlo al guinzaglio in tutto il parco, tranne in uno spazio molto ridotto, delimitato da una rete. Qui, però, pochi mesi fa sono morti due cani per bocconi avvelenati - sottolinea Fabrizio, padrone del piccolo Ugo - non possiamo mai stare tranquilli. La gente si lamenta perché i cani sporcano e abbaiano troppo ma si potrebbe convivere pacificamente se le zone fossero ben divise. Se ci destinassero una parte più grande recintata con fontanelle e sabbia non saremmo più indicati come gli unici colpevoli delle pessime condizioni del parco!». Dichiarazioni, queste, che fanno aprire gli occhi sullo stato reale non solo di Villa Imperiale, ma di tutti i giardini e parchi genovesi. Dovrebbero essere luoghi dove poter passeggiare, leggere, chiacchierare e soprattutto trovare rifugio dallo stress quotidiano. È Gianni a lanciare un appello: «Abbiamo una grande fortuna: tante zone verdi a pochi passi da casa, ma molto spesso sono posti pericolosi e zone di ritrovo per i drogati. Siamo disposti a raccogliere firme, a scendere in piazza a protestare per farci ascoltare dalle autorità cittadine. I provvedimenti da prendere non sono molti: vogliamo soltanto la possibilità di sfruttare meglio queste zone».