Genova dice addio al vecchio Distretto Militare

Non è un semplice cambiamento di nome. Perché se il Distretto Militare di Genova - celebre centro di via Innocenzo IV - ha preso il nome di Centro documentale, non si tratta soltanto di una puntigliosa distinzione lessicale, né di un variazione del tecnicissimo gergo militare, ma di un pezzo di storia cittadina e regionale che se ne va. E se è vero che, in concreto, passeranno semplicemente alcune competenze dal vecchio Distretto al nuovo Comando militare dell'esercito della Liguria (anche qui il nome è cambiato perché il Comando militare regionale non sarà altro che il vecchio Comando reclutamento e forze di completamento con ulteriori incarichi) è pur sempre vero che sparirà il nome dell'ente sotto cui sono passati migliaia e migliaia di genovesi per l'indimenticabile visita di leva. Dunque, addio vecchio distretto militare cittadino. Come logica vuole, il cambiamento non comporterà alcuno choc ai rettissimi uomini dell'esercito: «Prendiamo atto senza alcun trauma - spiega il generale del Comando militare Piercorrado Meano - che la situazione si è evoluta e le novità rientrano nell'ambito di un pianificato processo di rinovamento». Processo nato in seguito alla riorganizzazione dell'esercito, con il passaggio nel 2001, dal servizio militare di leva a quello professionale. In pratica però, per il pubblico, cambiamenti sostanziali non ci saranno. Almeno fino al 2050. Perché entro tale data anche gli ultimi militari di leva (quelli del 2001) potranno riscattare i propri anni di servizio militare al Centro documentale. Nel Centro - che sarà integrato nel Comando reclutamento esercito Liguria - inoltre verranno mantenuti sportelli di informazione e attività di archivio, e rilascio di certificazioni. Rimarranno attivi anche i nuclei di informazione al pubblico di Savona e Alessandria (città che, assieme alle province di Pavia, Asti e naturalmente Imperia e La Spezia, hanno come centro regionale di riferimento il Comando ligure di Largo della Zecca). Quindi, soltanto il settore del reclutamento, che prima era affidato al distretto militare del capoluogo, passerà al Comando militare dell'esercito. «Per noi ci saranno differenti suddivisioni di lavoro e alcuni piccoli, ma sostanziali, trasferimenti di nostri uomini, ma soltanto da un ufficio all'altro» spiega Meano. A Genova rimarrà al lavoro sempre un organico di circa 200 persone, compresi i 50 civili.
E per nuovi reclutamenti non mancano le attività di promozione da parte dell'esercito. Molte le iniziative durante le manifestazioni, soprattutto sportive, che coinvolgono i giovani. Tuttavia in Liguria non è facile trovare nuove reclute «sia perché è la regione più vecchia d'Italia, sia perché - spiega il generale - nonostante tutto, è una regione mediamente ricca».