Genova diventi città metropolitana

Il litorale del nostro Municipio che inizia da Sturla e termina a Capolungo agli albori del turismo era molto frequentato e conosciuto in Europa e all'estero. Sturla era considerata la S. Margherita di Genova e l'unico albergo in via del Tritone non era sufficiente e molte famiglie del posto arrotondavano il bilancio famigliare affittando ai turisti. Nervi era più conosciuta di Portofino e i suoi numerosi alberghi ospitavano per tutto l'anno un turismo di elite specialmente straniero. Nel 1873 Sturla, che faceva parte del Municipio di Albaro, fu annessa al Comune di Genova e Nervi con altri 18 Municipi fu accorpata alla Grande Genova nel 1926.
Dopo la II Guerra Mondiale e mentre tutti eravamo occupati per migliorare le nostre condizioni di vita (nel porto si lavorava notte e giorno e anche nei giorni festivi) tutti i vari Sindaci succeduti in quelli anni concentrarono tutte le risorse edificando sulle colline anziché valorizzare il Centro storico trascurando le periferie in particolare il levante. Quando proponevamo in Comune le nostre idee e protestare per certe scelte ci sentivamo rispondere dagli Assessori «ma cosa volete voi del levante che siete dei privilegiati».
Così mentre nelle città morfologiche uguali come Genova: Nizza, Marsiglia, Barcellona prevedendo l'aumento del traffico veicolare provvedevano alla costruzione di parcheggi, allargare dove possibile le strade e alla copertura di tutti i loro torrenti e rii per trovare spazi, noi pensavamo a togliere dai vecchi piani regolatori tutto ciò che riguardava lo sviluppo commerciale e turistico di Genova.
Esempi: a Nervi dopo la copertura del torrente, lavoro eseguito tra mille contrasti, si rinunciò alla richiesta di proseguire al completamento dell'opera a mare e a monte di via del Commercio e per evitare questo «misfatto» furono spesi oltre 10 miliardi di lire per effettuare uno scolmatore; prospiciente la stazione di Quarto, anziché mandare avanti il progetto che prevedeva un parcheggio di interscambio per 400 posti auto si preferì costruire nell'area del vecchio cimitero un gattile che per la sua inevitabile rimozione si dovranno spendere circa 400.000 euro.
A Sturla, nel ’95 fu tolto dal piano regolatore la copertura del torrente sino all'altezza della Caserma che doveva servire per i servizi del Gaslini e le attività ludiche sul litorale (il campo sportivo di villa Gentile, l'Università e la Siemens ancora non esistevano).
Fu cancellato anche il progetto (Albaro-Sturla del 1938) che prevedeva in previsione dell'aumento del traffico, l'allargamento di piazza Sturla. Nel 1973 fu costruito un depuratore nel Golfo di Sturla che successivamente fu raddoppiato perché insufficiente per il numero degli abitanti; nella villa Gentile furono distrutti secolari alberi per costruire una caserma della P.S. quando li vicino in via Brigata Salerno vi sono aree demaniali come la Caserma dell'ex 42° Fanteria con ampi spazi a disposizione.
Malgrado ciò, allo scoraggiamento prevale l'amore per la terra dove si è nati e la speranza di un cambiamento di rotta per fermare la spirale del degrado è una sola: l'attuazione immediata di Genova Città Metropolitana per creare un vero decentramento, auspicato dagli anni ’90 onde permettere ai Municipi di decollare dandogli la possibilità decisionale, ma soprattutto deleghe e portafoglio adeguato al numero dei cittadini amministrati.
Ho sempre seguito con simpatia e con un po' di invidia il movimento autonomista dei cittadini di Nervi, non so se i loro desideri saranno accolti considerando i precedenti, dove da anni in Comune abbiamo una maggioranza che non vuole perdere i poteri acquisiti e lo dimostra chiaramente la Sig.ra Sindaco con i suoi metodi accentratrici. Queste sollecitazioni richiedenti maggiore attenzione e cura del territorio, comunque le cose vadano, sono senz'altro positive e questa reiterazione del referendum cade proprio nel momento giusto perché con l'attuale finanziaria, vengono promossi i Municipi delle città superiori a 500 mila abitanti previa l'attuazione della Città Metropolitana.
Di conseguenza le forze contrarie al decentramento e alla autonomia prima della fine dell'attuale ciclo amministrativo dovranno prendere delle decisioni in questo senso, altrimenti lo sviluppo di questa città che, in pochi anni è diminuita di oltre 200.000 abitanti, sarà definitivamente compromesso e la crisi genovese si ripercuoterà anche alle generazioni future.
*Assessore Ambiente Municipio Levante 2