Genova, la mail del ComuneLe scuole e i presidi avvisati soltanto ad alluvione finita

Il <em>Secolo XIX</em> svela il contenuto di una mail inviata alle 15.35, quando il nubifragio si era già portato via la vita di sei persone, per raccomandare alle scuole di non far uscire gli studenti

"Porterò per sempre le vittime di questo disastro sulla coscienza, la responsabilità ce la prendiamo tutti e io per prima". Dopo aver incassato la solidarietà del segretario Pd Pierluigi Bersani, il sindaco di Genova Marta Vincenzi fa sapere di non aver la minima intenzione di cedere alle richieste di dimissioni che le sono piovute addosso. Eppure quanto è successo nel capoluogo ligure grida giustizia. Ed è così che, proprio nel giorno in cui di celabra il funerale di una delle vittime dalla alluvione, il Secolo XIX svela il contenuto di una mail inviata alle 15.35, quando il nubifragio si era già portato via la vita di sei persone, proprio per raccomandare alle scuole di "custodire gli alunni anche oltre il normale orario scolastico".

Svista o errore? La causa poco importa. Resta il drammatico fatto: sei persone sono morte perché l'amministrazione non è stata in grado di adottare misure efficaci per evitare la tragedia. Non a caso il Secolo XIX parla di "comunicazione-beffa" che aggiunge un nuovo tassello alla polemica sulla mancata chiusura delle scuole. Molti i genovesi che, nel fine settimana, hanno chiesto a gran voce le dimissioni del primo cittadino per non aver chiuso le scuole nonostante l'allerta maltempo fosse stata lanciata da diversi giorni. Di fronte alla contestazione dei cittadini che le chiedevano un passo indietro, la Vincenzi aveva ammesso: "Avrò per sempre quei morti sulla coscienza". Ma, nonostante la bagarre, restava la ferma intenzione di andare avanti. "Lasciare la città in queste condizioni - aveva detto, ieri, la Vincenzi - sarebbe vergognoso". Nella difesa del proprio operato anche la circolare che l'amministrazione comunale avrebbe inviato alle scuole il giorno prima della tragedia. Ma il quotidiano genovese parla, senza mezzi termini, di "laconico preavviso dello stato di allerta". Poi la mail "beffa", spedita quando la tragedia si era già consumata, quando i parenti delle vittime già stavano piangendo la perdita dei propri cari, quando la violenza dell'alluvione era già scemata e i vigili del fuoco lottavano contro il Bisagno e i suoi torrenti in piena. Insomma, il peggio era ormai già accaduto. E sul terreno erano rimasti sei cadaveri. Una comunicazione che, tra l'altro, la stragrande maggioranza delle scuole non sarebbe riuscita a leggere perché "le linee internet erano in tilt".

Secondo la prima stima fatta dall’assessore alla Protezione civile della Regione Liguria Renata Briano, "superano i duecento milioni di euro i danni ai privati provocati dall'alluvione di Genova". A Marassi, nella chiesa di Santa Margherita, è stato celebrato il funerale di Angela Chiaramonte, l'infermiera 40enne che ha perso la vita venerdì scorso travolta dalla furia del Fareggiano. Bandiere a mezz’asta e un momento di raccoglimento, con sospensione delle attività lavorative, a mezzogiorno: il capoluogo ligure ha celebrato così la giornata di lutto cittadino per le vittime. E, mentre prova (a fatica) ad andare avanti, sono stati piannti i morti. Toccante la testimonianza del figlio di Angela, il 14enne Domenico Sanfilitto che, insieme al fratello di 19 anni Stefano, al termine della messa funebre, che ha voluto personalmente ringraziare tutti i presenti: "Mia madre sarà per sempre il mio eroe, è morta per salvarmi, per salvare me".