Bogliasco litiga persino sui gol di Balotelli

Un atto di impegno per il riconoscimento della cittadinanza italiana per ius soli ai figli nati in Italia da genitori stranieri. Questo il «pomo della discordia» che ha scatenato uno scontro serrato consumatosi nel consiglio comunale di Bogliasco di lunedì sera. La maggioranza ha presentato un atto con cui «si vuole dare un segnale forte a favore dell'integrazione», ha spiegato il sindaco Luca Pastorino, per poi trasmettere la deliberazione al Parlamento affinché avvii l'iter per l'iniziativa legislativa. Lo ius soli fa riferimento alla nascita sul suolo, sul territorio dello Stato e ad oggi si contrappone, nel novero dei mezzi di acquisto del diritto di cittadinanza, allo ius sanguinis fondato invece sull'elemento della discendenza o della filiazione, principio a cui si ispira la normativa vigente.
«Trovo assurdo che un figlio di stranieri nato in Italia, che si forma culturalmente nel nostro Paese, con amici italiani, debba aspettare diciotto anni per avere la cittadinanza - ha spiegato l'assessore Christian Moretti -. Lo ius soli è un principio valido già in molti Stati. Non mi risulta che gli Stati Uniti, ove tale normativa è vigente, siano un repubblica comunista. È importante che questo atto venga recepito perché rappresenta una battaglia di civiltà».
Di tutt'altro avviso la Lega Nord, nella figura del consigliere Angelo Paolo Celle: «Ma ci rendiamo conto delle problematiche che creerebbe un principio del genere, venisse approvato a livello nazionale? Si moltiplicherebbero gli insediamenti di immigrati clandestini, di donne pronte a partorire sul nostro suolo per poi evitare di essere espulse. Non è pensabile regalare la cittadinanza ad una persona solo perché nata su un determinato suolo. Comunque questo è un atto politico su un argomento che non ha nulla a che fare con il comune di Bogliasco».
Nel pieno dello scontro, è stato chiamato in causa perfino Super Mario. «Lei dice queste cose, ma poi esulta per un gol di Balotelli!», ha ribattuto Moretti. «Ha proprio sbagliato persona, perché a me della nazionale di calcio non me ne frega proprio niente», ha tuonato ancora il leghista. Più morbidi, invece, i consiglieri vicini al Pdl che alla fine hanno votato favorevolmente all'ordine del giorno che ha visto l'alzata di barricate solo da parte della camicia verde Celle.
«Sono molto soddisfatto per l'approvazione di questo atto di impegno - ha gioito il sindaco - è vero che, a livello comunale, non possiamo fare niente, ma poter dare un parere su un argomento così importante, credo sia una vittoria per le realtà locali».
Chi proprio non ce l'ha fatta a sorbirsi tutto il dibattito sono stati due anziani che hanno abbandonato la sala anzitempo, mugugnando: «Belin, io ho una pensione ridicola e questi mi parlano di ius di qua, ius di là, discutendo perfino su Balotelli a cui le palanche, di certo, non mancano. Ma che lavorino su questioni serie in Parlamento come in Comune!». Gli antichi dicevano: vox populi, vox dei.