Camillo Ruini: «La Fede in crisi tra gli accademici»

La Fede è in crisi, soprattutto fra le persone di cultura.
Questa è una delle tesi sostenute dal cardinale Camillo Ruini, uno dei più brillanti teologi italiani, che alcune sera fa ha spiegato il suo punto di vista proprio agli esponenti di un'élite cittadina: il Rotary Club.
Ospite - assieme al prelato che gli è succeduto quando ha lasciato per raggiunti limiti d'età il ruolo di presidente della Cei, il cardinale di Genova Angelo Bagnasco - dei club Golfo Paradiso, San Giorgio, Portofino e Genova Est, dopo la presentazione del presidente rotariano Mauro Ferrando, Ruini ha presentato il suo libro «Intervista su Dio», nel quale ha per così dire tirato le fila del suo percorso spirituale per tracciare una guida per il credente.
Un percorso non facile in una società che, come spiega Bagnasco, «a causa della diffusione del relativismo vive come se Dio non ci fosse, non solo in Occidente ma in tutto il mondo».
Secondo Ruini si assiste anche uno strano fenomeno: «molte persone del mondo accademico - spiega il cardinale - ritengono di non credere più. Se nei secoli passati, fino a due secoli fa, la cultura orientava verso Dio, oggi la cultura diffusa sembra non farlo più».
Questa inversione di tendenza, si chiede Ruini, è dovuta a un desiderio di libertà, e agli errori commessi da alcuni uomini di Chiesa?
«Questa risposta - ritiene il Cardinale che è stato anche Vicario di Roma e ha preso posizioni nette su questioni difficili come il caso Welby sull'accanimento terapeutico, la fecondazione assistita e l'unione delle coppie omosessuali - è superficiale e parziale: la verità è che l'uomo vuole porsi al centro e di conseguenza deve porre Dio in periferia».
Un appuntamento dunque molto interessante, che ha coinvolto i rotariani che hanno partecipato con interesse.