«Catena umana» per sfrattare il Palazzo

di Ferruccio Repetti

Parte dalla Valbrevenna la nuova, incisiva crociata contro la politica politicante: a guidare l'«assedio al Parlamento» per chiedere le dimissioni immediate del Presidente della Repubblica e di tutti i senatori e deputati sarà Lorenzo Pupeschi, residente in località Bajo nell'amena cornice agreste alle pendici del Monte Antola, e soprattutto portavoce e autorevole esponente di «Catena Umana». Che significa: l'associazione nazionale apartitica e trasversale che si richiama ai diritti umani e alla Costituzione allo scopo di far tornare l'Italia alla legalità costituzionale e alla sovranità individuale e monetaria. Punto.
L'assedio, a Roma, in piazza del Popolo, è in atto, e durerà - promettono, anzi minacciano i membri di Catena Umana - fintanto che non saranno sfrattati Giorgio Napolitano e i parlamentari, nessuno escluso. Insomma: dove non è riuscito Beppe Grillo, ci prova la Catena, a scardinare il Palazzo. Sia chiaro: con metodi assolutamente non violenti. Su questo Pupeschi e compagni sono concordi: «Abbiamo già tenuto tre manifestazioni nella capitale - spiegano i promotori dell'evento - e molte altre nel resto del Paese, tutte senza incidenti. E poi noi critichiamo, ma non diffamiamo nessuno, altro che i grillini che ci hanno tacciato di violenza sul web». Solo un incidente di percorso, dunque, il fatto che lo scorso anno, il fondatore di «Catena Umana», Luigi Tenderini, sia stato arrestato ed espulso da Roma per aver tentato con altri quattro pacifisti di sistemare una tenda (come nella foto) davanti al Parlamento. Che diamine! Una severità eccessiva. Dopo tutto, cosa vuoi che sia una Catena Umana di 5 campeggiatori, armati di gamella, stoviglie e fornelletto? Ci vuol altro per sloggiare Re Giorgio. Purtroppo.