il dibattito in redazione

2GENOVESI DA RICORDARE
Una doverosa citazione

anche per il dottor Giovenco
Leggiamo noi affezionati al Giornale, ogni tanto, notizie relative a fatti rievocativi di avvenimenti o di personaggi del passato ligure. Buona ed interessante iniziativa giornalistica.
Mi permetto di approfittare dell’ospitalità per citare un Signore esemplare per ciò che è stato e ciò che ha fatto.
Il 3 agosto 2001 il dottor Onofrio Giovenco ci lasciava per la «scomparsa dei vivi» (espressione da Lui usata per indicare i decessi).
Sono trascorsi 10 anni, ma il Suo ricordo, per quanto mi concerne, è insito nella mia mente.
Ho avuto l’onore di essere partecipe di Sue iniziative che avrebbero potuto divenire quasi epocali per la Italia ed in particolare per Genova. Non sta a me citare il valore del luminare nel settore medico; le sue pubblicazioni ed i suoi insegnamenti non hanno bisogno di «cornici»; esistono gli scritti e la memoria di coloro che lo hanno conosciuto.
La dedizione ideale e pratica, che il Dott. Onofrio ha dedicato alla ricostruzione del panfilo Elettra di Guglielmo Marconi, meriterebbero di essere portate a conoscenza dei cittadini italiani e di Bogliasco in particolare. Egli non fu solamente un luminare nell’ambito della Sua Professione, agì a tutto campo anche nel sociale (scuola, ambiente, educazione).
Il CREM (Comiatato Ricostruzione Elettra Marconi) fu una delle iniziative che, con passione e costi personali, tendeva a ridare all’Italia la possibilità di ricordare un genio come Marconi. Purtroppo nonostante l’interesse realizzativo fosse stato portato tramite il sen. Ruffino in commissione senatoriale (7ª permanente in data 20/1/93), le porte, portoni e soprattutto i «cordoni della borsa» non si aprirono. Le documentazioni e le concrete testimonianze dell’azione appassionata del Dott. Giovenco per un’iniziativa che, oltre a ricordare l’inizio di una scoperta, che è stata l’embrione delle successive in ambito di trasmissioni globali, avrebbe avuto un ritorno turistico-economico di assoluto interesse, esigerebbero un gran numero di pagine per essere narrate.
Oggi, ogni tanto, si parla ancora dell’Elettra. In confronto alla seria azione del CREM e del Suo Presidente è un chiacchiericcio.
Non ho la pretesa, con questo mio modesto ricordo di voler celebrare una persona che non c’è più.
Il valore del Dott. Giovenco non ha bisogno di sostegni. Coloro che l’hanno conosciuto hanno potuto constatare la statura culturale e morale dell’uomo di scienza, ma anche la connaturata umanità ed educazione.
Chissà se sarà possibile dedicare a questo concittadino, che in vita ha dato agli altri, un tangibile segno in Sua memoria. I Suoi insegnamenti e le Sue azioni rimarranno comunque imperituri in chi ha avuto il privilegio di conoscerlo ed anche se è «scomparso ai vivi»: vivo in spirito.

2ALLARME DELINQUENZA
Basta con le buone maniere

per i protagonisti della cronaca nera
Nel pezzo del 10 agosto scorso, Giulia Guerri ha offerto un preciso resoconto dell’ennesimo fatto di cronaca nera con gli immigrati come protagonisti. Quattro di loro sono stati bloccati e la Guerri scrive: «Gli agenti prendono le loro generalità, li identificano e li denunciano per porto abusivo di armi (un pugnale) e oggetti atti ad offendere (pietre, chiave inglese, un tubo di metallo). Vengono anche segnalati per detenzione di droga nella loro auto». Ma che razza di leggi abbiamo? Generalità, denuncia, segnalazione! In un altro Paese li avrebbero sbattuti in galera e processati per direttissima; per poi espellerli senza tanti complimenti. Trattiamo questi balordi con i guanti, come se avessero fatto la birichinata di prolungare la ricreazione all’asilo Mariuccia. Persino qualcuno di sinistra si è accorto che stiamo esagerando, specie nella vicenda del profugo dal Ghana, alloggiato a Chiavari, che ci ha ringraziato per l’accoglienza stuprando tutto le donne che ha potuto. È vero che le leggi si varano in Parlamento, ma i «progressisti» liguri brillano per buonismo senza freni e voglia di tirare a campare. Marta Vincenzi e tanti suoi colleghi non riescono a farsi entrare in testa che a forza di accoglienze indiscriminate, industria fiorente dell’accattonaggio, spacciatori e matti ad ogni angolo, risse con armi improprie e provetti stupratori, persino la «rossa» e masochista Genova stavolta potrebbe incavolarsi di brutto.
La nostra sindaco è troppo occupata a ragionare sui massimi sistemi politicamente corretti, per sperare in un ravvedimento; del resto, nulla la turba ed è sempre pronta ad esibire il solito sorrisetto compiaciuto. Ma fino a quando il vento della politica soffierà a favore?
Ernesto Morelli
2MUSSO E LA LEGGE ELETTORALE
Non serve il referendum

ma gli italiani sono da proporzionale
Vorrei intervenire nel dibattito e credo che non serva un referendum per abrogare l'attuale legge elettorale ma solo una revisione della legge per far sì che i candidati siano selezionati con primarie dagli iscritti ai partiti e poi si può ripristinare la preferenza ma una sola.
L'elettorato italiano è per tradizione un elettorato predisposto al sistema proporzionale mentre il discorso sull'uninominale di cui fu promotore l'onorevole Mario Segni non ha funzionato se guardiamo alle percentuali dell'affluenza al voto del periodo 1993-2001.
Alcuni amici e conoscenti elettori di centro-destra del Ponente genovese e di Sesto San Giovanni dove ho abitato per quasi 20 anni mi confermarono di essere andati a votare nel 2006 e nel 2008 con la nuova legge dove «ogni voto conta» mentre non andarono a votare nel 1996 e nel 2001 in quanto in collegi elettorati blindati dove la sinistra aveva già vinto prima di andare alle urne, i voti di centro-destra erano voti persi e tanto valeva non andare neanche a votare.
Ricordo che l'affluenza al voto delle elezioni politiche del 2006 e del 2008 fu dell'81% con questa legge elettorale senza preferenze che... furono in passato causa di spese elettorali non controllate con pranzi e cene da 200 persone dove qualcuno pagava il conto mentre in altre elezioni sia amministrative sia europee dove era ed è previsto il voto di preferenza l'affluenza alle urne è crollata come abbiamo visto in Liguria alle regionali del 2010 con un'affluenza alle urne del 59% segno che non è la preferenza che aumenta l'interesse dell'elettore ma solo i programmi e l'offerta politica dei candidati che senza il simbolo Pdl fanno poi la fine della candidata Gabriella Mondello a Sindaco di Lavagna e cioé... un bel flop!
Conclusioni.
Le valutazioni del senatore Musso mi sembrano quelle di «Cicero pro domo sua» e comunque se il «porcellum» non è il massimo, l'uninominale ed il «matarellum» li abbiamo già visti e non credo occorra ritornare a tali schemi; occorre se mai migliorare la legge attuale in Parlamento senza i soliti referendum in stile pannelliano.
Mario Lauro