il dibattito in redazione

2PIÙ ATTENZIONE AI BISOGNI PRIMARI
L’amministrazione locale si comporti

come un buon padre di famiglia
Bisogna approfittare del passaggio in Parlamento della manovra finanziaria per introdurre regole più aderenti al ruolo degli Enti locali ed anche delle Regioni nella redazione dei loro bilanci. Le Amministrazioni locali, nel redigere i loro bilanci, e di conseguenza nella gestione delle risorse pubbliche, erano, nel dopoguerra, tenute a comportarsi come un «buon padre di famiglia». Espressione questa che significava: evitare gli sprechi, ma fondamentalmente dare risposta prioritariamente ai bisogni primari della società, nel caso di specie alle Comunità amministrate. Concetto questo che nella prassi dagli anni settanta in poi in Italia (leggi Stammati) è evaporato. È necessario ripristinarlo. Come? Porre regole rigide nella stesura dei bilanci degli Enti locali e delle Regioni per cui i vari capitoli e i sotto capitoli di spesa siano ben circostanziati senza la possibilità che spese non prioritarie o facoltative siano inserite in capitoli che afferiscono ai bisogni essenziali delle nostre comunità. Naturalmente ciò presuppone una rigida identificazione delle priorità alle quali bisogna assolvere:
1. anziani, bambini, famiglie in stato di bisogno
2. educazione
3. servizi pubblici
4. ambiente e qualità della vita.
Solo dopo aver corrisposto a queste, si possono utilizzare le risorse per le altre funzioni.

Consigliere Pdl Comune di Genova
2DEGRADO
Il sindaco Vincenzi parla

di una città che non è vera
Mi permetto di osservare che sotto il titolo «il terziario traina la ripresa» il Signor Sindaco esordisce prospettando «sviluppo socio economico e infrastrutturale, benessere prevedibile etc. per la città, in un futuro ormai prossimo». Uno dei primi concetti che i docenti insegnano ai discenti di economia è che il settore terziario produce servizi e che dunque comprende: il commercio, i trasporti, l’istruzione, la sanità etc. Gli organi locali di stampa reiteratamente hanno riferito che questi servizi sono in gravissime difficoltà. Divertenti a tale proposito gli slogan dell’Amt: «questo autobus è tuo», macché «mio» su quel bus non si riesce nemmeno a salire. Mi chiedo come un settore in crisi possa trainare e dare pulsione all’economia cittadina! In tutta sincerità il sindaco afferma «che le nuove imprese sono aumentate di circa il 6% mentre le cessazioni sono del 18%, ma che vi sono sintomi di ripresa del settore secondario privatistico in quanto affiancato dal terziario avanzato» (di nuovo?). Sembra proprio che il sindaco abbia scambiato Genova con qualche città svedese ove il terziario occupa oltre il 70% della forza lavoro. La Vincenzi vanta anche il primato culturale della città: sarebbe meglio precisare di coloro che sono rimasti. Appare evidente che costoro nonostante costituissero forza vitale, creativa e insostituibile provavano tutt’altro che benessere in una città sicuramente amata, ma senza futuro, prospettive e opportunità. In conclusione il politico cita il porto «in ripresa (+7% il traffico commerciale) così come quello complessivo dei passeggeri (+4%) «nonché progetti e prospettive (o soltanto speranze) «il porto lungo», «il terzo valico dei Giovi». In realtà la privatizzazione della Tirrenia è saltata, la Salemar fornisce un servizio con navi nuove fiammanti dalle banchine di Vado Ligure, la Moby accusa una forte carenza di prenotazioni, la Costa Crociere parte dal porto di Savona con il quale ha realizzato un terminal di proprietà. La realtà è del tutto fallimentare e ingiustamente penalizzante per la cittadinanza.
Dott. Salvatore Dispenza
2A SANTO STEFANO MAGRA
Il Comune non è capace

di garantire la pulizia
In un mese così caldo la prima cosa da fare, per un'amministrazione che si rispetti, è sempre quella di tenere pulite strade e zone di raccolta rifiuti, per far si che si evitino problemi di igiene e di brutture varie, come invece si possono notare, in questi giorni, lungo le strade di Santo Stefano Magra. Inutili, quanto ridondanti, le minacce dell'Amministrazione: né controlli, né telecamere, ed in compenso mucchi di spazzatura abbandonata e situazioni di vero degrado. Sappiamo che sia l'Ufficio Tecnico che gli operai addetti fanno del loro meglio, ma senza un intervento programmato, diventa difficile iniziare un percorso virtuoso. Non occorre lanciare grandi proclami, come ha fatto l'Assessore Zangani, ma rinforzare i ranghi di coloro che su questo problema devono agire: siccome Acam dice e poi puntualmente non mantiene, noi chiediamo di investire sulla nostra forza lavoro. Secondo noi non occorrono telecamere, spesso costose e poco funzionali, ne inutili minacce che non portano a nulla, ma incentivi economici agli operai da destinare a progetti obiettivo finalizzati alla risoluzione di queste problematica. Siamo certi che un serio progetto strutturato dall'Ufficio Tecnico, che sarà tenuto ad effettuare anche controlli a campione settimanali, e con maggiori incentivi economici agli operai, il problema potrà essere affrontato in maniera concreta e con risultati immediati. Chiediamo all'Amministrazione di fare un passo indietro sul «pugno di ferro» di iniziare, invece un percorso di maggior informazione con i cittadini, magari con riunioni di quartiere, per presentare le problematiche ed i maggiori costi che la stessa deve affrontare in caso di abbandoni di rifiuti e di danneggiamenti vari. Ci riteniamo promotori di questa articolata proposta che avrà maggior visibilità anche attraverso un ordine del giorno che stiano per portare all'attenzione del Consiglio Comunale.
Geom. Francesco Ponzanelli
capogruppo consiliare Pdl
2CRITICHE A SENSO UNICO
Il presidente si sfoga

attaccando il Cavaliere
Insomma, caro dottor Lussana, le preoccupazioni si sommano ad altre preoccupazioni quindi è comprensibile l’umore nero del nostro Giorgio Superpartes. Ma almeno lui sa con chi prendersela. Tanto più che vede il Cav come fumo negli occhi. Così ha pensato: «Oggi me la prenderò con il Berlusca. Ha le spalle larghe ed è troppo educato per dire apertamente ciò che di me pensa... e poi è già incasinato di suo» e, chiamati gli esperti amanuensi, ordina di preparare un documento da inviare al Cav e dal quale si evince che il Giorgio del 150° è molto ma molto preoccupato per l’apertura di alcuni uffici ministeriali nello svillaneggiato profondo nord ed invita il Berlusca a porre il veto. Sembra turbato (non per le spese, tanto quelle interessano solo il popolino) ma perché, se gli impiegati ministeriali traslocati od assunti nel settentrione si dimostrassero più attivi di quelli che dovrebbero lavorare (si fa per dire) per noi nella capitale sarebbero un cattivo esempio da non imitare.
Ora per uno che, come la moltitudine di legiferanti, tutori della legge... politici... sindacalisti e chi più che ha più ne metta, non ha letto attentamente la costituzione più bella del mondo perché ha cose più importanti da fare non mi sembra che l’Italia sia una Repubblica presidenziale però, se il nostro Giorgio che, come tutti i suoi predecessori, è un illuminato, superpartes, ecc. ecc. si comporta così, e interviene a gamba tesa contro il Cav, non è perché lo detesti ma per il nervosismo che le vacanze gli procurano. Vorrebbe continuare a lavorare, lui, come tutti i politici di rango che da sempre masticano brioches e politica. Pensate un po’ al povero Rutelli che si accontentava, un tempo lontano, di pane e cicoria. Eh! Quelli sì che erano bei tempi... Solo pane e cicoria.
Enea Petretto
2IL COSTO DEL RISTORANTE
La casta dei politici non ha

nessuna voglia di cambiare
Il parlamentare dell'IDV Carlo Monai è stato insultato e contestato pesantemente dai colleghi di destra e di sinistra, perché ha rivelato la pletora degli scandalosi, assurdi privilegi di cui godono deputati e senatori. Hanno cercato di imbavagliare l'unico politico che ha avuto l'onestà, l'ardimento e l'estrema dignità di vergognarsi per le troppe prerogative indegnamente riservate alla Casta. E' quindi facilmente arguibile prevedere che l'on. Monai non avrà lunga vita nel carosello della politica. Molto probabilmente non verrà più inserito nelle liste delle prossime elezioni perché reo di essere una voce fuori dal coro. È ovvio che, chi continua a sperare in possibili miglioramenti, non ha alcuna possibilità di vedere esauditi i propri sogni. Oggi chi fa politica lo fa solo per interesse personale. Non esiste più etica, non ci sono più scrupoli, si promette molto ma non si concede nulla. Il popolo bue serve solo per essere spremuto e per mantenere intatti i loro privilegi. In Italia vivono di politica circa 5 milioni di persone. Quasi il 10% della popolazione. Una piramide che consente ai leader dei vari partiti di essere eletti continuamente nonostante il grave passivo prodotto. In qualunque azienda, chi lavora male e produce perdite, viene immediatamente licenziato. Per i politici questa regola non vale. Nessuno è mai stato chiamato a rispondere dei danni causati. Questo sistema «regge» solo perché la base della piramide è costituita da una folta folla di scriteriati attivisti, dotati di robusti paraocchi, che consentono, con il loro appoggio e la loro militanza, di perpetuare all'infinito questo scellerato, inarrestabile malvezzo.
Costantino Corda