E l'Arma senza soldi cerca lo psicologo gratis

Le consulenze, nell'apparato statale, non sono tutte uguali. Se siete professionisti ma non a contatto con il politico di turno che deve ricambiare il favore, scordatevi la possibilità di gonfiare il vostro portafoglio. In particolare, in questo caso, se siete psicologi toglietevi dalla testa di pretendere di guadagnare denaro dal vostro lavoro. Ebbene sì, la crisi è tanto sentita per i tagli alle forze dell'ordine e ai comparti militari che l'Arna dei Carabinieri della Liguria con sede in viale Brigata Salerno, ha deciso di emanare un bando per cercare uno psicoterapeuta per l'attivazione del servizio di Psicologia Medica presso la sede dell'Infermeria Presidiaria del Comando Legione Carabinieri della Liguria, caserma «Vittorio Veneto», ma ha difficoltà a retribuirlo.
Il nuovo settore sarà attivato con l'inizio del 2013 per cui l'Arma cerca, a titolo gratuito o oneroso, una collaborazione sanitaria in Psicologia per un impegno che, in relazione alle disponibilità dei fondi assegnati, potrà essere di un'ora a settimana.
Un'offerta che per gli psicologi in erba suona tanto come una beffa: «Di più, un'autentica presa in giro - lamentano i dottori in psicologia dell'ordine ligure -. Ci chiedono di lavorare un'ora a settimana, gratis. E in più ti chiedono di avere un curriculum da professionista ultranavigato. Difficile che chi lavora nel nostro settore con già dei titoli possa perdersi in un'attività del genere».
Infatti, nel bando è previsto un punteggio che viene assegnato in graduatoria per ogni esperienza acquisita durante la propria attività lavorativa come titoli di servizio, titoli professionali e offerta economica. I soldi, appunto. Tasto dolente del bando anche per il punteggio: se si è disposti a lavorare gratis si ottengono 5 punti, il massimo, e più in alto si va con l'eventuale cifra richiesta e minore è il valore in «classifica». E a parità di punteggio, è scritto nel bando, prevarrà chi ha depositato l'offerta economica più bassa. Insomma, i carabinieri sono costretti a cercare uno psicologo gratis disposto anche a pagarsi le marche da bollo per presentare l'offerta di «lavoro» e, ovviamente, anche pronto a sobbarcarsi le spese di viaggio per spostarsi da una parte all'altra della città. Siamo proprio lontani dalle ricche consulenze della vicina piazza De Ferrari e a quei rimborsi milionari raccolti dai gruppi regionali in via Fieschi.