La Fiera riparte dall'antiquariato

«Portare a Genova eccellenza e qualità dei prodotti come deterrenti alla crisi». È la speranza a muovere la diciannovesima edizione di Antiqua, la mostra mercato d'arte antica, in programma al quartiere fieristico da domani fino al 27 gennaio. Il rinnovamento della Fiera parte dunque dalle novità di Antiqua che si snoderà tra mobili, dipinti, sculture, argenti e gioielli in un mix di epoche e stili. A dare credito all'operazione è il presidente della Camera di Commercio di Genova Paolo Odone che parla di «piccole fiere di qualità in grado di movimentare tanta gente per uno sviluppo sostenibile» e il presidente di Fiera di Genova Sara Armella «parliamo di un appuntamento tra i più importanti e qualificati del settore dove saranno presenti oltre cinquanta antiquari scrupolosamente selezionati, alcuni dei quali presenti per la prima volta alla rassegna».
E a rendere più appetibile la rassegna, oltre agli allestimenti rinnovati nel padiglione Blu, anche una sorta di «agorà» spazio a disposizione degli appassionati per incontrarsi e ospitare eventi dinamici. Tra le novità è visibile per la prima volta il dipinto «Aspettando la Minestra» considerato tra le più interessanti nature morte del grande maestro della pittura impressionista francese Edouard Manet. Grazie alla collaborazione con l'Associazione culturale Terza Esperide di Palermo, sarà esposta «La scultura del mistero…L'Uomo bruco!», statua futurista in bronzo a cera persa collocabile ai primi del '900 e attribuita a Boccioni.
Tra le chicche anche un «Piatto mediceo» in argento niellato raffigurante «La battaglia di Barga» datato e firmato 1587. La rassegna, curata ancora da Tiziana Tentori mentre Iury Fichera di Genovastand Eventi si è occupato dell'organizzazione, presenta tra i pezzi più ricercati, un nucleo di sculture lignee religiose legate al territorio lombardo-piemontese-ligure come la «Madonna in trono con Bambino» dipinta e scolpita da un maestro di cultura lombarda tra gli ultimi anni del XIII secolo e il primo decennio del Trecento. Un «Crocifisso da arco trionfale» risalente al primo quarto del XIV secolo e «Anconetta con Imago Pietatis» della fine del 1400 dipinto e graffito del Maestro di Troniano che si pone ai vertici della produzione lignea nella Lombardia Rinascimentale.
Tra le opere due grandi dipinti olio su tela del Settecento raffiguranti «Nature morte di frutta e ortaggi» attribuiti a Maximilian Pfeiler e un paio di rappresentazioni firmate Jacques Ignace Parrocel del 1706 che descrivono «Una battaglia ed un saccheggio» e «Allegoria della Musica» di Lorenzo Pasinelli. Tra gli arredi spiccano una coppia di consolle romane della prima metà del Settecento, alcuni tavoli da muro del XIII secolo, una museale specchiera attribuita a Giorgio Giacinto Rossetti e ceramiche savonesi datate tra l'inizio del XVII e metà XVIII secolo provenienti da raccolte private. Apertura al pubblico nei fine settimana dalle 10 alle 20; da lunedì a venerdì dalle 14 alle 20. Biglietto a 10 euro (ridotto 8 euro).