Genova in prima linea contro il gioco d'azzardo

Sale da giochi e giochi leciti. Il municipio della Media Valbisagno esamina e delibera. E l'accordo diventa bipartisan se l'argomento è il gioco d'azzardo. Ieri nel parlamentino di via dell'Olmo dopo l'approvazione unanime delle limitazioni comunali per le nuove aperture e concessioni di sale da gioco a partire da «cento metri lontane da sportelli bancari e postali e trecento metri da luoghi di culto, scuole, stabilimenti balneari, verde pubblico e centri di aggregazioni giovanili», il Consiglio ha presentato un'integrazione sulle onlus. «Proponiamo che alle associazioni onlus, ai circoli ricreativi, alle società di mutuo soccorso - ha spiegato Emilio Pasquarella consigliere del Pd e presidente della commissione Affari sociali in municipio - venga vietata l'installazione di giochi e video lottery terminal». «Un emendamento - aggiunge - nato per limitare i rischi del gioco d'azzardo patologico. È singolare e contraddittorio che le onlus, che hanno come finalità il bene della persona, attingano fondi utilizzando le slot nei loro locali, favorendo così il gioco d'azzardo. Abbiamo lavorato assieme per arginare il problema, e seguendo l'esempio di Bolzano, speriamo che Genova diventi tra le città più impegnate nella battaglia del gioco d'azzardo».
Un unico comune denominatore dunque: «Contrastare e controllare la ludopatia». Perché quando il gioco diventa pericoloso «l'allarme deve essere raccolto», concordano tutti i consiglieri. In sala perplesso, a tratti rassegnato appare Sergio Pagnoni consigliere dell'Idv che denuncia senza mezzi termini: «Uno Stato che attraverso questi sistemi di gioco introita delle cifre troppo "interessanti". Uno Stato che li sponsorizza in televisione con postille varie. Diciamolo chiaramente: come Municipio, poco possiamo. È la cultura dello Stato che deve invece cambiare. La crisi economica accentua il problema e favorisce il concetto che il gioco può cambiare la vita. Ma non è così». Un proliferare di sale giochi che preoccupa anche Maurizio Uremassi capogruppo del Pdl in Municipio: «Le sale giochi? Sono come il tabacco. Lo Stato prima ci guadagna e poi spende per curare i tumori provocati. E con il gioco è uguale: prima incassa e poi cura le dipendenze». E di «prevenzione» ha parlato il consigliere Paolo Aimé (Pdl): «A partire dalle scuole attraverso un'opera di sensibilizzazione che spieghi i rischi di una dipendenza da gioco».