I problemi di Amt discussi in Valbisagno

La discussione sui problemi Amt tiene banco non solo in Comune ma anche nei municipi. Ieri pomeriggio è stata Carla Boccazzi capogruppo del Pdl nel municipio della Bassa Val Bisagno a sollevare il tema. Partendo dalle «complesse acrobazie» degli autisti. Soprattutto sulla difficoltà di «tante operazioni che per molti possono essere quasi insignificanti - spiega Boccazzi -, ma non lo sono per chi è alla guida di un mezzo pubblico, come quella di piazza Verdi aperta al traffico anche ai privati grazie alla giunta precedente». «Altro esempio di situazioni pericolose - continua - è via Amarena, doppio senso, dove sono costretti ad aspettarsi in zone strategiche e in spazi limitati».
Ad allarmare la consigliera, non sono solo le manovre di guida, ma anche le «precarie condizioni lavorative dell'autista. Autista che anticamente prendeva servizio da un'autorimessa. Ora deve prendere servizio in diversi punti della città che variano a seconda dell'impostazione che viene data dal controllore. Sfatiamo poi le inesattezze sulle ore di lavoro. Inoltre non esiste più la figura di riserva, che sostituiva il collega in caso di indisponibilità. L'azienda, bontà sua, ammette un primo caso, ma se si dovesse riverificare una seconda volta, il povero autista viene citato di interferenza sul servizio, anche con provvedimenti disciplinari e non pagato».
E nella rinnovata sala consiliare di piazza Manzoni Carla Boccazzi domanda ancora: «perché il sindaco Doria durante l'ultimo sciopero generale degli autisti si è preso la briga di alzarsi alle quattro del mattino per fare una gradita sorpresa ad una piccola rimessa di delegazione. Cosa sperava di trovare? E perché non è andato alle ore 10 alle Gavette?».