James Bond e le radici genovesi dello 007 più famoso al mondo

(...), scomodando ad esempio il fatto che la controfigura di 007 negli ultimi film nelle scene di stuntman è genovesissimo o il fatto che una delle Bond girls più affascinanti fu Corinne Cléry in Moonraker-Operazione spazio e la splendida attrice francese è quasi una ligure d'adozione, tanto da aver scelto Borgio Verezzi e il suo festival per debuttare con il suo nuovo spettacolo. E, a proposito, come dimenticare che la prima Bond Girl, cioè Daniela Bianchi in Dalla russia con amore, è genovese d'adozione avendo sposato l'armatore Alberto Cameli, come ha ricordato recentemente un suo fans come Renato Tortarolo sul Secolo XIX?
Ma, per restare a due classici genovesi, il Nautico e la siderurgia di un'epoca mitica, anche lì Bond ha il suo ruolo. Per quanto riguarda il Salone, nonostante le vacche magre degli ultimi tempi, fra i maggiori espositori c'è Sunseeker, produttore dello yacht dell'agente segreto al servizio di Sua Maestà Britannica, che ha esposto nei saloni della Fiera proprio i modelli protagonisti degli ultimi film della saga, con una bella strategia di product placement.
Mica finita. Cosa c'entra la siderurgia? C'entra perchè nell'ex sede storica dell'Ilva di via Corsica, a Carignano, il bellissimo palazzo progettato nel 1929 da Giuseppe Crosa di Vergagni, che abbinò razionalismo e architettura classica genovese, negli ultimi anni ha riaperto come albergo a cinque stelle, a lungo l'unico dopo la chiusura dell'hotel Columbia nel 1985.
In quell'albergo, prima Bentley e ora Melià, c'è proprio un bar che - nelle architetture, nelle atmosfere e nei cocktail - fu intitolato e ispirato proprio all'agente più famoso del mondo. Ma non semplicemente a parole. Il Bond Point del Bentley è stato registrato con tutti i bollini e le ceralacche al posto giusto dall'apposita associazione con il copyright ufficiale. Certo, non essendo state girate scene all'interno del palazzo (che in quel momento ospitava la sede dell'Ilva), non è nella categoria «Bond Point Classic», ma in quella «Bond Point Privilege», che evoca comunque le atmosfere bondiane.
Il suo nome è Bond, James Bond. E ci piace recuperarlo fra le cose perdute. Con il piacere di sapere che un po' del servizio di sua Maestà Britannica è anche genovese. Certo, a questo punto, ci sarebbe da raccontare la vicenda secondo cui a Genova dovrebbe andare una percentuale ogni volta che sventola l'Union Jack, per via dei diritti sulla bandiera, vecchio cavallo di battaglia degli amici del Movimento Indipendentista Ligure. Ma questa è un'altra storia. Il loro nome è Matteucci, Vincenzo Matteucci, e Bampi, Franco Bampi...