Montallegro, il nuovo centro per la chirurgia ambulatoriale

In tempi di progresso tecnologico e scientifico, ma anche di doveroso e necessario contenimento della spesa sanitaria, sono sempre di più le prestazioni (di diagnostica invasiva o di chirurgia) che possono essere eseguite in regime ambulatoriale, vale a dire senza necessità di ricovero ospedaliero.
Villa Montallegro, storica realtà sanitaria privata genovese, ha da poco ultimato la realizzazione di un centro destinato proprio a questo tipo di trattamenti.
Il nuovo ambulatorio, situato al terzo piano della Casa di Cura, dispone di una sala operatoria per chirurgia ambulatoriale; una sala colloquio/refertazione per i Medici, con annesso spogliatoio dedicato e servizi igienici; 4 posti di osservazione breve per i Pazienti (di cui due dotati di sistemi di monitoraggio parametri vitali) e relativi spazi accessori (area infermieri, depositi, area lavaggio, spogliatoio Pazienti e servizi igienici).
Il Centro ambulatoriale è operativo dalle 8 e alle 18, dal lunedì al venerdì.
Quali sono gli interventi che vengono eseguiti in questo Centro, abbiamo chiesto al Dottor Luca Spigno, vicedirettore sanitario di Villa Montallegro e coordinatore dell'ambulatorio chirurgico.
«L'ambulatorio chirurgico nasce per tutte quelle prestazioni a bassa complessità che non richiedono una anestesia generale. Le specialità che prevalentemente sono interessate da questo tipo di attività sono la chirurgia dermatologica e la piccola chirurgia estetica, l'endoscopia digestiva, l'oftalmochirurgia, la ginecologia e l'urologia».
In cosa differisce la chirurgia ambulatoriale dalla chirurgia in ricovero?
«Bisogna tenere presente una netta distinzione. Oggi esistono tre tipologie di prestazioni chirurgiche definite per legge: la chirurgia ambulatoriale, la day surgery e la chirurgia in ricovero ordinario. La chirurgia ambulatoriale, come abbiamo detto riguarda un certo tipo di interventi che si definiscono “a bassa complessità” e vengono eseguiti in anestesia locale, o al massimo con una leggera sedazione. L'elenco di queste prestazioni, così come di quelle eseguibili in day surgery, è stabilito da una normativa della Regione Liguria, pubblicata nel 2004 e costantemente aggiornata sulla base dei progressi tecnologici, che ne ampliano sempre più le possibilità.
«La day surgery, invece, si trova a metà strada tra la chirurgia ambulatoriale e la chirurgia ordinaria. Gli interventi eseguiti in questo regime, infatti, possono richiedere anche l'anestesia generale, ma il ricovero del paziente in ospedale non supera le 12 ore: il paziente non dorme in struttura ma al proprio domicilio. Questo ovviamente è realizzabile solo per un determinato tipo di interventi che presuppongono un rapido recupero funzionale del paziente e soprattutto un buon sistema organizzativo con la possibilità di assistere, in caso di bisogno, il paziente al proprio domicilio».
Come si svolge una prestazione ambulatoriale?
«Il paziente dispone di spazi dedicati: ha la possibilità di parlare con il Medico prima dell'intervento in un'area di colloquio riservata, uno spogliatoio confortevole e un'area attrezzata per la sorveglianza breve postoperatoria.
«Terminato l'intervento, infatti, il paziente è assistito dal nostro staff di infermieri professionali che provvede al monitoraggio dei parametri vitali nei primi minuti dopo l'intervento.
«In genere è sufficiente un'osservazione di 40-45' affinché il paziente sia in condizioni di essere dimesso, ma prevediamo la possibilità di protrarre il tempo di assistenza fino a due ore dopo l'intervento».
Parlando di sanità privata anche i costi hanno la loro importanza. La chirurgia ambulatoriale è costosa?
«Sicuramente le tariffe che vengono adottate in regime ambulatoriale sono molto inferiori rispetto al regime di degenza ordinaria. Poiché l'ambulatorio è studiato per le prestazioni di bassa complessità le tariffe, volutamente, premiano gli interventi di breve durata.
«Analogamente abbiamo studiato dei forfait, in comune accordo con i professionisti, per tutte quelle prestazioni di diagnostica endoscopica che, essendo invasive, sono assimilate a procedure chirurgiche e quindi devono essere eseguite in un ambiente protetto».