Orlando, il ministro che sognava la Giustizia

Eccolo lì, c'è il ministro ligure. Alla Giustizia, agli Interni, all'Industria? No, all'Ambiente. Quelli che non davano valore neppure allo Sviluppo Economico perché ministro era Claudio Scajola, da ieri esultano perché la nostra regione esprime il ministro per l'Ambiente: «importantissimo». L'incarico nel neonato governo Letta se lo è preso Andrea Orlando, spezzino di 44 anni, uno dei cosiddetti «giovani turchi» del Pd, eletto alla Camera alle ultime elezioni.
Orlando, già parlamentare dal 2006, è stato anche portavoce del partito con Veltroni e Franceschini. Dal 2009 Pierluigi Bersani lo ha nominato presidente del Forum Giustizia. Ed era lì che il piddino sperava di poter approdare nell'ambito del nuovo governo: sulla poltrona di ministro della Giustizia. Per lui, invece, c'è da accontentarsi di un incarico «minore», quello all'Ambiente. Una scelta che fa esultare il governatore Claudio Burlando che definisce «importantissimo per la Liguria» il ruolo di Orlando. Ancora una volta, tuttavia, la sinistra ligure dimostra di essere spezzinocentrica con il Pd genovese incapace di esprimere un nome di peso come rappresentante nel governo (si era parlato anche di Burlando). Stessa tendenza con gli incarichi liguri sempre più appannaggio degli spezzini come nel caso del presidente dell'Autorità portuale genovese Luigi Merlo, e nei ruoli chiave della giunta regionale occupati da Raffaella Paita, Enrico Vesco e Renzo Guccinelli.