Polizze assicurative, una banca dati anti-pirati

Recentemente i mezzi di informazione hanno riportato la notizia che alcuni milioni di autovetture circolano in Italia senza copertura assicurativa, esibendo un certificato riprodotto e modificato per quanto riguarda la scadenza, oppure rilasciato apparentemente da Società Assicuratrici inesistenti.
A questo punto mi sorge il sospetto che l’aumento vertiginoso di «pirati» della strada che fuggono a seguito di incidente sia da collegare a quanto sopra esposto. Sarebbe interessante conoscere la percentuale delle autovetture dei «pirati» individuate che erano coperte da assicurazione.
Mi rivolgo a lei per suggerirle di dare corso ad una campagna giornalistica, nei confronti delle istituzioni interessate, finalizzata all’attuazione di controlli mirati.
Per ottenere ciò si renderebbe opportuno istituire una banca dati centralizzata entro la quale le imprese di assicurazione ramo auto siano obbligate a riversare gli estremi delle polizze già emesse e di aggiornare tali dati in tempo reale in coincidenza con l’emissione o rinnovo di nuove.
Tale banca dati dovrebbe poi essere resa consultabile, attraverso le loro centrali operative, a tutte le pattuglie (Carabinieri, Polizia Stradale, Guardia di Finanza, Polizia Municipale) in occasione di ogni accertamento effettuato sul territorio sia in caso di incidente che in caso di blocco stradale. Nell’era dell’informatica si tratta di una procedura oserei dire banale.
Parallelamente dovrebbero essere messe in atto delle azioni punite severissime: oltre a sanzioni pecuniarie, se non addirittura limitative della libertà individuale del proprietario dell’autovettura, il sequestro immediato e temporale dell’auto o, al limite, il suo sequestro definitivo.
Un tale deterrente dovrebbe porre argine alla gravissima situazione attuale.