Pontinvrea, il consiglio comunale che azzera l’Imu. All’unanimità

«A Pontinvrea ci si sta bene». È questo lo slogan che, disseminato su diversi cartelloni al termine di una lunga serie di tornanti, accoglie i visitatori nel comune di Pontinvrea, paese di circa ottocento anime a nord di Savona, sul versante settentrionale dell’Appennino Ligure. Una realtà circondata da boschi, a poca distanza dal Piemonte, nelle ultime settimane clamorosamente balzata agli onori delle cronache nazionali per la singolare crociata anti-Imu del suo primo cittadino Matteo Camiciottoli. Il quale, sorretto dal suo consiglio comunale compatto come un sol uomo, ha deciso di fare di Pontinvrea il primo comune d’Italia a liberarsi dall’odiata imposta municipale sulla prima casa. All’inizio, ai più maligni sembrava si trattasse di una trovata mediatica di un sindaco in cerca di notorietà, una bizzarra uscita anti-governativa per guadagnare le attenzioni delle agenzie di stampa di tutto lo stivale. Gli scettici si sono poi però dovuti ricredere, perché Matteo Camiciottoli, capo della lista civica «Ripartiamo Insieme», liberale doc in passato vicino al Popolo della Libertà ed oggi deluso dai partiti, fa sul serio, e non è minimamente intenzionato a fare marcia indietro. La conferma è giunta lunedì sera, quando, nel prestigioso palazzo marchionale oggi sede del Municipio, in una sala del consiglio comunale gremita, tutti i consiglieri, maggioranza e minoranza - gli stessi che, ad aprile, dichiararono incostituzionale la tassa sulla casa - hanno approvato senza battere ciglio una delibera che riduce l’aliquota per l’abitazione principale e proprie pertinenze «al minimo consentito dalla legge», elevando altresì l’importo della detrazione «fino a concorrenza dell’imposta dovuta». Un provvedimento, accolto da un applauso scrosciante in consiglio, che non bandisce l’Imu ma, di fatto, la azzera, dribblando quanto previsto dalla normativa nazionale. «È stata una scelta dettata dalla necessità», ammette Camiciottoli. «Avevamo sollevato l’ipotesi di incostituzionalità, ma i tempi burocratici e tecnici sono troppo lunghi: in questo modo, abbiamo voluto tutelare i nostri cittadini subito, senza aspettare lo Stato». Non nasconde un po’ di rammarico, il sindaco, per essere rimasto solo sul campo di battaglia, perché «oggi sono spariti tutti i sindaci che promettevano ribellione e i segretari di partito che si schieravano contro la tassa solo sotto elezioni», e con un pizzico di - sana - spavalderia, non si aspetta ripercussioni dai palazzi governativi: «Da Roma ancora nessuno si è fatto sentire, ma sono pronto a mettere mandato e fascia tricolore nelle mani del Prefetto», tuona «Che vengano i politici nazionali a governare Pontinvrea, io mi rifiuto di applicare questa tassa iniqua». I pontesini esultano, per il primato nazionale stabilito dal proprio comune. A Pontinvrea ci si sta bene. E non si paga neppure l’Imu.