Popolo sardo, «popolo di bronzo»

È stata inaugurata sabato (fino ale 13 dicembre) al Centro Civico Buranello di San Pier d'Arena, una singolare mostra organizzata dall'Associazione Socio Culturale Sarda Tellus con la Provincia di Cagliari, dal titolo «Il Popolo di Bronzo». Con quest'esposizione si intende proporre una possibile ricostruzione di armi, abiti, accessori e utensili nuragici, realizzati con i materiali e antiche tecniche di lavorazione, basata sulla rigorosa osservazione dei cosiddetti «bronzetti nuragici». Essi sono reperti archeologici in bronzo fuso a cera persa, ritrovati durante gli scavi archeologici in Sardegna per riportare alla luce parte delle testimonianze dell'antica civiltà Prenuragica e Nuragica. I «bronzetti» rappresentano la fierezza del popolo sardo che li considerano parte integrante della loro storia, testimonianza di ciò che erano e chi oggi sono.
Angela Demontis, curatrice della mostra, iniziò lo studio di questi reperti nel 2005 con la pubblicazione del libro «Il Popolo di Bronzo», dove attraverso un'attenta analisi dei «bronzetti», ha potuto minuziosamente descrivere, con testi ed appropriate illustrazioni, abiti, copricapo, attrezzi guerrieri come spade archi e scudi, utensili, realizzando per la prima volta uno studio di tutto l'abbigliamento nuragico.
La mostra propone una possibile ricostruzione di queste armi, abiti, utensili ed accessori realizzati con materiali e antiche tecniche di lavorazione, facendo vedere come potevano essere abbigliate le popolazioni dell'epoca in una sorta di scatti «fotografici» nell'epoca nuragica. La ricostruzione di particolari oggetti è stata realizzata da artigiani sardi, le armi in bronzo sono state modellate in argilla dalla Demontis riproducendo fedelmente gli originali conservati nel Museo Archeologico di Cagliari, e poi fuse da esperti fonditori, gli abiti sono stati personalmente cuciti dalla stessa curatrice della mostra.
La mostra è divisa in tre sezioni completate da pannelli didattici: la prima parte dedicata alla «moda» dell'epoca in Sardegna e nei paesi mediterranei, la seconda presenta dieci personaggi fedelmente ricostruiti, la terza descrive i materiali e le tecniche dell'epoca, dalle pelli alla tessitura, alla lavorazione del legno dei metalli e dell'argilla.