La Samp nell'arena di Marassi vuole prendere il Toro per le corna

In mancanza di un pranzo all'ora canonica - dato l'anticipo del fischio d'inizio alle 12.30 - la Samp intende saziarsi di gol e di punti ai danni del Toro. Tre successi di fila già corroborano la speranza di eguagliare il record di 4 exploit di fila, risalente ai tempi non preistorici di Gigi Del Neri, anche se mister Ferrara non sembra ossequiare un alcun modo gli statistici: gli preme solo mettere prezioso fieno in cascina sfruttando la scia favorevole. Out Poli, a sorpresa ecco arrivare la convocazione per Eder, reduce da infortunio: il brasiliano dovrebbe comunque partite dalla panchina. Nell'undici base praticamente certo l'innesto dell'ispirato Kristicic (Icardi in alternativa), sul fronte offensivo, mentre Munari e Soriano si giocano - con probabilità pressoché identiche - il ruolo scoperto a centrocampo. Nessun'altra modifica: il tecnico non sposa il turn-over neppure alla vigilia di un una settimana con tre impegni.
Ci si affida alle qualità balistiche di Maxi Lopez, ma senza ignorare il Toro a trazione anteriore - fortissimo soprattutto sulle fase laterali - va affrontato con un briciolo di prudenza supplementare. Giampiero Ventura, tecnico granata, è nato a Cornigliano, ha trascorso l'adolescenza a pane e Samp, serba il ricordo dell'annata beffarda alla guida dei blucerchiati - quinto posto in B, ad un solo punto dalla promozione - anche se ieri ha precisato: «Ho alle spalle 10 anni di Sampdoria, quindi mi sentirò a casa: altro che derby. Con ciò, se dovessi vincere, tutto lo stadio mi fischierebbe perché perdere secca a chiunque». Sugli avversari, solo complimenti: «I blucerchiati vanno temuti per la qualità dell'organico e il grande entusiasmo. Tissone, che io avrei voluto al Toro, è l'ottavo centrocampista nella gerarchia e Palombo il nono...». Tra i piemontesi, tre attaccanti (Sansone, Bianchi e Meggiorini) per due maglie, Vives preferito a Santana sulla fascia e Basha sostituto di Brighi in regìa.