Tutor medico, ricoveri brevi Così nasce il nuovo Galliera

Già con un occhio al nuovo ospedale Galliera, se mai si riuscirà a concretizzarne l'intervento, ma con la testa ai conti della sanità di oggi per migliorare le prestazioni cliniche in favore dei pazienti. Così, il nosocomio del centro di Genova, dal prossimo 2 aprile avvierà un intenso processo di riorganizzazione interna alla struttura che porterà alla realizzazione dell'ospedale per intensità di cura, modello che prevede una più efficace ed efficiente gestione dell'assistenza ospedaliera.
«Gli attuali reparti così come funzionano oggi disperdono risorse umane ed economiche - spiega Giuliano Lo Pinto, direttore del dipartimento delle Medicine generali, specialistiche e del pronto soccorso -. Il paziente con l'attuale modello è seguito da tanti medici, ma nessuno di questi lo segue con attenzione. Va superato il lavoro di equipe sui malati e ci si deve concentrare sul medico che segue il suo nucleo di persone». Un modello che permetterebbe, secondo i medici dell'ospedale Galliera che hanno preparato il progetto, una considerevole riduzione dei costi evitando «doppioni» di analisi ed esami clinici, ma anche una riduzione dei tempi di ricovero. «Prima di partire con la diffusione della nuova organizzazione - spiega Roberto Tramalloni, direttore sanitario dell'ospedale Galliera - abbiamo studiato e validato il sistema sul campo, recependo anche le indicazioni contenute nel piano sanitario regionale in cui si fa esplicito riferimento al modello per intensità di cura. L'attivazione sperimentale di tale modello in Ortopedia e Geriatria ha portato al miglioramento delle performance assistenziali, testimoniate dall'efficacia dei risultati, conseguente alla maggiore efficienza organizzativa. Da qui la decisione di estendere gradualmente l'intensità di cura a tutta la struttura sanitaria».
Ma come funziona l'intensità di cura? Il sistema è simile a quello già operativo per i reparti di terapia intensiva e prevede la presa in carico del paziente in aree omogenee che lo ospiteranno in base alla gravità del caso e quindi del livello di complessità assistenziale. Un primo livello di alta intensità composto dalle degenze intensive e sub intensive; un secondo livello di media intensità dove si concentrano le degenze per acuti; un terzo livello di bassa intensità per le degenze dei post acuti che prevede la stabilizzazione e riabilitazione dell'individuo in vista della dimissione. «Pochi letti a fronte di un alta tecnologia - puntualizza Francesco Nicosia, direttore di Anestesia e Rianimazione e blocco operatorio centrale -. Gli sprechi di tempo sono quelli peggiori per la sanità: lavoriamo proprio per eliminare questi tempi inutili di degenza che sono davvero notevoli nel nostro sistema». L'ospedale per intensità di cura al Galliera ha già avuto un rodaggio con la sperimentazione avviata dal 2009 nell'area ortopedica e geriatrica con risultati discreti.
Ogni paziente sarà seguito a livello individuale sia sotto il profilo medico, sia sotto quello infermieristico attraverso un tutor medico (clinico di riferimento che segue il paziente) e un infermiere di processo (non si ragionerà più nell'attuale giro di corsia, ma per gruppi di pazienti). Il nuovo percorso inizierà il prossimo 2 aprile con l'area medica a cui seguirà l'area chirurgica con una riorganizzazione anche degli spazi e lo spostamento dei reparti dall'attuale padiglione C, che verrà adibito esclusivamente ad attività ambulatoriali, ai reparti nella zona del corpo storico dell'ospedale al padiglione B.