Getta il banco in strada: «Una ragazzata»

Ferruccio Repetti

Quello che si dice un ragazzo in gamba. E, soprattutto, in gran forma, visto che ha sollevato un banco a due piazze, all’Istituto tecnico superiore di Cairo Montenotte, come fosse un fuscello, e lo ha scaraventato fuori della finestra. Il tutto, senza sforzo apparente, né una goccia di sudore visibile sulla fronte.
Il sudore, freddo, è scivolato invece sulla schiena del signor preside, il professor Piero Arnaldo, tipo mite e portato alla comprensione, quando ha sentito il tonfo e ha immaginato lo sconquasso.
In realtà, nonostante il boato e le urla provenienti dalla strada, non era successo un granché. «Una ragazzata», l’hanno ridimensionata subito i Cobas, invitando il corpo insegnante e i colleghi studenti a «un maggior interesse per le problematiche giovanili».
Delle problematiche di quei malcapitati - più anziani, è vero, ma forse più vulnerabili - che passavano sotto i balconi dell’Itis e si sono visti piovere addosso quel po’ po’ di catafalco, non si è invece preoccupato nessuno.
L’attenzione era (ed è) tutta rivolta al ragazzo, con l’obiettivo encomiabile di non, come dire?, traumatizzarlo troppo, dopo cotanto sforzo. E difatti, i dieci giorni di sospensione che il preside ha osato comminargli sono apparsi subito una punizione eccessiva, sproporzionata al fatto che, in fondo in fondo - cioè, al pian terreno - non si è miracolosamente ferito nessuno. Solo un grosso spavento, per carità, ma neanche una vittima che è una, cosa volete che sia!
Tanto che i Cobas... be’, lasciamo perdere.
Poco importa che il soggetto «irrequieto» (le virgolette, scusate, si devono mettere per evitare la querela, ndr) sia recidivo, che abbia cominciato col disturbare le lezioni tramite ripetuti trilli del telefonino, poi sia passato alle liti con i compagni, infine sia venuto alle mani con gli insegnanti.
Precedenti? «No, racazzate». Il banco defenestrato con perizia, stile Ercolino-sempre-in-piedi, è solo l’episodio più recente (non l’ultimo, qualcuno teme). E comunque, in classe c’erano anche gli armadi, ma lui non li ha toccati. Vuol dire che non voleva esagerare. Sarà per la prossima volta?

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