Ghiaccio addio, via libera per il Passaggio a nord-ovest

L’Agenzia spaziale: «In un anno la calotta si è ridotta di un milione di chilometri»

Due anni fa il New York Times titolò in prima pagina: «Ecco le foto-choc che provano come i ghiacci del Polo Nord stanno sparendo». Qualche giorno dopo il quotidiano fu costretto a chiedere scusa ai lettori: «Quelle immagini erano una bufala». L’episodio dimostra che sulla calotta artica si rischiano clamorosi scivoloni. E la cosa vale anche per la notizia che ieri ha «scaldato» i climatologi di mezzo mondo: «L’artico si scioglie, navigabile lo storico passaggio a nord-ovest».
Il professor Leif Toudal Pedersen dell’Agenzia spaziale europea è categorico: «Un calo del 25%, pari a un milione di chilometri quadrati in un solo anno, ha aperto la rotta più diretta tra Pacifico e l’Atlantico attraverso le acque canadesi»; le foto satellitari sui principali siti web scientifici mostrano le acque - solitamente bloccate dai ghiacci - ora completamente sgombre. L’area coperta dai ghiacci si sarebbe ridotta a appena tre milioni di chilometri quadrati, un milione in meno rispetto ai precedenti minimi registrati nel 2005 e il 2006. Dati che lasciano scettico il professor Renato Angelo Ricci, presidente onorario della Società Italiana di Fisica e fondatore dell’associazione Galileo 2001: «Un calo di un milione di chilometri in un solo anno mi sembra inverosimile. In linea generale posso dire che se è plausibile che i ghiacci artici si stiano sciogliendo, è certo che quelli antartici sono in espansione. Di quest’ultimo fenomeno, però, non si parla perché i mezzi di informazione, in tema di ambiente, amano cavalcare solo le teorie catastrofiste. Inoltre le oscillazioni climatiche terrestri non hanno origini antropiche (riconducibili cioè alle attività umane ndr) ma rispondono principalmente a cause di origine naturale».
Gli esperti dell’Agenzia spaziale europea registrano l’evento, ma si muovono con cautela: «Il ghiaccio del mare artico cresce ogni inverno polare e si riduce ogni estate. Ma è dal 1978 che il satellite non registra un simile ridimensionamento. E in modo così veloce. Non è quindi un fenomeno nuovo, ma non si è mai verificato in maniera tanto evidente».
Sta di fatto che lo scioglimento (vero o presunto) dei ghiacci polari ha tolto l’aurea del mito al «passaggio a nord-ovest» attribuendogli una meno romantica connotazione di fruibilità commerciale: la rotta navale che collega l’Oceano Atlantico e l’Oceano Pacifico attraverso l’arcipelago artico del Canada potrebbe infatti far risparmiare infatti 4.000 chilometri alle navi che che attualmente sono costrette a usare il Canale di Panama.
Il desiderio di trovare questa via alternativa motivò gran parte dell’esplorazione europea di entrambe le coste del Nord America. Solo nel 1906 l’esploratore norvegese Roald Amundsen riuscì completare il viaggio in tre anni: allora dovette affrontare un mare di ghiaccio; oggi, forse, la sua traversata troverebbe qualche iceberg in meno.