Giallo sugli ultras serbi, la denuncia: pagati da 2 boss per fare caos

<em>Politika</em>, giornale filo-governativo di Belgrado, denuncia: due boss capimafia con ambizioni politiche eversive hanno versato
più di 200mila euro agli ultrà serbi per scatenare gli scontri. Economia, difesa e immigrazione: <a href="/a.pic1?ID=480733" target="_blank"><strong>il patto che ferro che resiste agli ultrà
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Belgrado - Si tingono di giallo gli scontri al Marassi di mercoledì sera. Due boss latitanti avrebbero, infatti, versato più di 200mila euro agli ultrà serbi per creare disordini durante il match Italia-Serbia a Genova. A denunciarlo è stato un giornale filo-governativo di Belgrado, Politika, che cita una fonte vicina all’inchiesta.

L'omba della malavita sugli scontri "Più di 200mila euro sono stati versati a oltre 60 teppisti per l’organizzazione, il viaggio e l’armamentario della spedizione che ha portato alla sospensione di Italia-Serbia", ha riferito il giornale serbo. La polizia starebbe seguendo alcuni indizi da cui emerge che a organizzare i disordini sono stati i boss di due gang criminali, uno ricercato per traffico di cocaina e riciclaggio, l’altro per una serie di omicidi e rapine. "E' probabile che i due, pur essendo rivali, abbiano finanziato i disordini perché hanno entrambi interesse a creare caos in Serbia", ha spiegato la fonte anonima di Politika. Ci sarebbe anche una pista che porta ad ambiente ostili all’attuale federcalcio serba, ma gli inquirenti la considerano più debole.