Il gioco del Lotto compie 500 anni

Luisa Barberis

Compie 500 anni il gioco del Lotto: il sistema di scommesse più famoso del Paese continua ad appassionare milioni di italiani.
Da Genova a tutta la penisola si è diffusa la passione del Lotto, ma a scommettere contro la città della Lanterna sembrava essere il destino, quando nel 2005 la concentrazione nelle sole città di Milano, Roma e Napoli delle estrazioni di tutte le undici ruote nazionali voleva privare la città natale del Lotto della sua ruota. Oggi il pericolo sembra scongiurato, almeno per ora Genova conserva la sua ruota e ne festeggia i 500 anni.
Già nel XVI secolo a Genova si sviluppa una pratica che permetteva di scommettere sui nomi dei cittadini candidati ad assumere cariche pubbliche. Il «gioco del Seminario», come veniva chiamato nel capoluogo ligure, si ispirava alle regole del sistema elettorale allora in vigore nella città. La prassi prevedeva l’estrazione di 5 cittadini su un totale di 120 candidati che avrebbero potuto assumere il ruolo di membri del Senato o del Maggior Consiglio della Repubblica Genovese. Questa pratica, inizialmente clandestina, divenne ben presto legale e ai giocatori l’occasione di tentare la sorte veniva data due volte l’anno con un’estrazione di 5 nomi su 120 casi possibili.
Il gioco riscosse immediatamente un immenso successo grazie al fatto di riconoscere ai giocatori premi più elevati di quelli concessi da tutte le altre forme di gioco esistenti.
Agli inizi del ’600 il Serenissimo Collegio di Genova, dato che le risorse economiche scarseggiavano, decideva di aumentare il volume del gioco dando la possibilità ai giocatori di puntare oltre che sul nome dell’estratto semplice anche su quello dell’estratto determinato, sull’ambo e sul terno. Tutte le giocate venivano ufficializzate da una ricevuta detta firma.
Il gioco del Seminario genovese nel 1735 assunse a Torino il nome del «Gioco dell Zitelle», mentre parallelamente alle pratiche ufficiali si sviluppava anche un Lottonero dove si puntava su una lista di nomi alternativa.
Quando le giocate iniziarono ad arrivare da ogni parte d’Italia l’idea fu quella di rendere il gioco meno legato alla realtà genovese e di aprire i confini del Lotto. Inizialmente le modifiche apportate riguardavano la riduzione dei nomi dei candidati da 120 a 90 ma ben presto questi furono sostituiti da numeri. Un’ulteriore variazione fu il fatto che mentre le prime giocate erano tra singoli, col tempo si accettavano anche quelle effettuate da più persone, fino al formarsi di società che codificavano le prime regole ufficiali del gioco.
Quando nel 1805 la Repubblica di Genova passò sotto la bandiera francese, il gioco del Lotto venne sostituito dalla lotteria imperiale francese, ma dopo la dissoluzione dell’Impero napoleonico il Lotto genovese si evolse in quello italiano.
Il Lotto di oggi consiste in estrazioni settimanali che vengono effettuate a partire dalle ore 20 contemporaneamente a Bari, Genova, Firenze, Milan , Napoli, Palermo, Roma, Torino,Venezia, con l’aggiunta di un’undicesima ruota «Nazionale» con sede nella capitale.
Con l’aiuto di un’urna meccanica che mischia le palline per ogni ruota vengono estratti 5 numeri tra l’1 e il 90 senza reimmissione . Il giocatore può scommettere di indovinare su una ruota, su più ruote o su tutte le ruote e può giocare fino a 10 numeri sulla stessa scheda. In caso di vincita questa è pagata a quota fissa a dipende da quanti numeri si sono indovinati e dalla somma giocata.
A 500 anni dalla sua nascita è ancora il gioco del Lotto ad appassionare milioni di giocatori e proprio in occasione dell’anniversario le Poste italiane hanno deciso di emettere un francobollo celebrativo. Tre milioni e cinquecentomila gli esemplari coniati dall’Istituto poligrafico dello Stato, vignetta del francobollo la dea bendata, la fortuna, colei che dopo 500 anni ancora attrae a sè gli italiani con il brivido della scommessa.