Giornata del ricordo: una medaglia d'oro per le «italiane» Zara, Fiume e Pola

Approvato in commissione Difesa della Camera un provvedimento dei deputati del Pdl Menia e Raisi che assegna alle associazioni degli esuli un importante riconoscimento simbolico dopo tante discriminazioni anti-italiane.

ROMA - Una medaglia d'oro per gli esuli italiani di Istria e Dalmazia. L'assegnazione dell'onorificenza ai liberi comuni in esilio di Fiume, Zara e Pola è stata deliberata, in occasione della giornata del ricordo delle vittime delle foibe, dalla commissione Difesa della Camera su proposta dei deputati del Pdl, Menia e Raisi.
«Con questa speciale onorificenza si vuole rendere testimonianza non solo alla vicenda tragica dell'esodo da queste città, ma alla lunga ed ininterrotta tradizione storica di quelle comunità che portarono nel tempo alla nostra identità nazionale immensi patrimoni artistici, letterari e culturali in genere e di fulgidi esempi individuali», ha commentato il sottosegretario all'Ambiente Roberto Menia.
Il provvedimento renderà possibile per le associazioni degli esuli, ricevere la medaglia d'oro a nome di coloro che non hanno più discendenti che oggi possono ritirarla.
«Con questo provvedimento si è voluti andare oltre il pur giusto ricordo degli eventi bellici che portarono all'esodo, per ribadire invece con forza che l'Italia ricorda con il suo più alto riconoscimento le sue comunità per l'apporto di formazione e preservazione della comune identità nazionale», ha commentato il relatore del testo unificato Marcello De Angelis.
L'iniziativa, anche se associata a una commemorazione, ha un elevato valore simbolico considerato che, a tutt'oggi, in Croazia la comunità italiana incontra non poche difficoltà. Nello scorso settembre a Zara è fallito miseramente il tentativo di aprire un asilo per gli italiani giacché si richiedeva agli iscritti di dimostrare di essere di nazioalità italiana. Circostanza che ha scoraggiato i genitori. Memori dei passati eccessi nazionalistici hanno voluto evitare eventuali nuove discriminazioni.