Giovanardi o forse no

Caro Direttore,
il Suo quotidiano ha pubblicato, con grande evidenza nella testata della prima pagina, la notizia che l'on. Carlo Giovanardi abbandonava l'Udc. Avendo sempre ieri, a Montecitorio, partecipato alla riunione dei deputati e senatori del mio partito ed avendo constatato con grande piacere la presenza dello stesso Giovanardi, La pregherei di farlo sapere con eguale spazio e rilevanza ai Suoi attenti lettori.
Lorenzo Cesa
Segretario Politico Udc

Caro Cesa, come vede pubblico la sua lettera in prima pagina, esattamente come ho pubblicato in prima pagina quella dell’onorevole Giovanardi l’altro giorno. E a questo punto però vorrei chiedervi una cortesia: d’ora in avanti se avete qualcosa da dirvi non potreste parlarvi voi due senza disturbare i lettori del «Giornale»? Lo dico con affetto, sia chiaro. Però, ecco, a volte basta una telefonata. Per altro mi risulta che voi parlamentari abbiate anche tariffe scontate. Se poi proprio volete strafare riunitevi tutti insieme. Non dovrebbe riuscirvi difficile: visto il numero potrebbe bastare anche un ascensore.
Ora, però, visto che avete scomodato i lettori del «Giornale» lasciate che spieghi loro come è andata. L’altro giorno ci chiama l’on. Giovanardi. Propone una lettera in cui annuncia che uscirà dall’Udc per aderire al nuovo Partito del Popolo. La pubblico in prima pagina. E la notizia viene ripresa un po’ da tutti i giornali.
Si badi bene: non si tratta di un pezzo scritto da quei cattivoni dei giornalisti, né di un’intervista con il solito intervistatore che non capisce mai nulla. Macché. È un pezzo di Giovanardi. Scritto di suo pugno. Carta canta. E qualche volta stona pure. In effetti all’Udc devono essere proprio un po’ stonati in questo momento. Infatti ieri ho ricevuto questa lettera di Cesa e una telefonata di Casini: «Ma Giovanardi non è uscito dall’Udc», dicono.
Oh bella: diteglielo a lui se sta dentro o fuori dall’Udc. È un problema vostro. Cioè suo. Si decida. Lo tiri a sorte, giochi ai dadi, faccia pari e dispari con qualcuno e se non trova nessuno che gli dà retta, si metta davanti allo specchio, così nel frattempo magari smette di arrampicarcisi su.
Per quanto mi riguarda, noi abbiamo già perso troppo tempo con questo tipo di giochini. Gli italiani non ne possono più. Ve ne rendete conto? La vostra logica è così vecchia che se nell’Udc ci fosse Muzio Scevola sarebbe l’uomo del futuro. I vostri bizantinismi hanno stancato. E poi via se non riuscite a farvi capire quando scrivete una lettera, come sperate di farvi capire sulla legge elettorale? E sul resto?
Poi vi stupite se gli elettori vi respingono come si respinge il bacio di una betoniera. Suvvia, c’è già abbastanza caos nel mondo della politica. Almeno evitate il ridicolo. Nessuno ha mai preteso che foste coerenti per tutta una vita. Ma coerenti per tutta una lettera, questo sì, forse possiamo chiedervelo. Ce la potete fare anche voi.