Giuseppe Tovini

Nacque nel 1841 a Cividate Camuno (Brescia) primo di sette fratelli in una famiglia modesta. Al collegio di Lovere ebbe compagno Camillo Golgi, futuro premio Nobel. A Verona conobbe s. Daniele Comboni e avrebbe voluto seguirne l’esempio come missionario ma gli morì il padre e si ritrovò con la famiglia da mantenere. Così, lavorando come praticante in uno studio legale veronese, si laureò in Giurisprudenza a Pavia nel 1865. Si trasferì a Brescia, dove lavorò con un avvocato di cui nel 1875 sposò la figlia (i due ebbero dieci figli, tre dei quali entrarono in religione). Dal 1871 al 1874 fu sindaco di Cividate e nel 1872 fondò la Banca di Vallecamonica. Nel 1877 fondò il quotidiano Il Cittadino di Brescia e l’anno dopo fu presidente del comitato diocesano dell’Opera dei Congressi. Fu più volte consigliere provinciale e dal 1882 consigliere comunale a Brescia. Studiò, progettò e si adoperò per una linea ferroviaria tra Brescia ed Edolo, fondamentale per lanciare l’economia della valle. Non si contano le sue iniziative in ogni campo, dalla scuola alla stampa, dagli istituti di credito alle opere pie, tutto nel quadro di quell’Opera dei Congressi di cui nel 1895 fu vicepresidente nazionale. Promosse e presiedette diverse Società Operaie cattoliche in mezza Lombardia, nonché casse rurali. Nel 1888 fondò a Brescia la Banca San Paolo e nel 1896, a Milano, il Banco Ambrosiano. Sostenitore della libertà di insegnamento, fondò asili, scuole, riviste; da una sua creatura nacque poi la Fuci. Progettava l’università cattolica quando morì a Brescia, nel 1897, a cinquantasei anni.