Giustizia, Baldassarre: "Ddl incostituzionale" L'Anm: "La riforma avrà effetti devastanti"

Il presidente emerito della Consulta (vicino al centrodestra) boccia il
provvedimento: "Non è una cosa seria, si parla di leggi e non di
regali". Il sindacato delle toghe: "Dalla lettura del testo le
perplessità si aggravano"

Roma - "Incosituzionale e inbarazzante". Così il presidente emerito della Consulta, Antonio Baldassarre, considerato vicino al centrodestra, giudica il ddl sul processo breve. E spiega, dicendosi "desolato innanzitutto come cittadino", che il provvedimento viola il principio di uguaglianza soprattutto perché si applica a "reati gravissimi, come quelli di corruzione e concussione" mentre tra quelli esclusi ce ne sono alcuni "lievi". "Non è una cosa seria, visto che stiamo parlando di leggi e non di regali".

L'Anm: "Effetti devastanti" "Effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia". Sono quelli che, secondo l’Associazione nazionale magistrati, avrà la riforma sul processo breve, presentata al Senato. "La lettura del disegno di legge sul cosiddetto processo breve - rilevano i vertici del sindacato delle toghe - conferma e aggrava le forti perplessità già espresse ieri dall’Anm nell’incontro con la Consulta per la giustizia del Pdl, pur in assenza di testi e di particolari". Poi il sindacato delle toghe parla di "inevitabile prescrizione per reati gravi", esprimendo "forti dubbi di costituzionalità". La norma transitoria del ddl sul processo breve, che estende ai processi in corso l’applicazione delle nuove disposizioni, "è destinata a determinare l’immediata estinzione di decine di migliaia di processi, anche per fatti gravi". Lo rilevano Luca Palamara e Giuseppe Cascini, presidente e segretario dell’Anm. Per fare solo qualche esempio: "La legge provocherà l’immediata estinzione di gran parte dei reati nei processi per i crac Cirio e Parmalat, per le scalate alle banche Antonveneta e Bnl, per corruzione nel processo Eni-Power".

Marini: "Costituzione non violata" Non viola il principio costituzionale dell’uguaglianza il ddl sul processo breve, laddove limita l’applicazione delle nuove norme agli incensurati, escludendone invece i recidici. Parola del presidente emerito della Consulta Annibale Marini. "Non mi pare manifestamente irragionevole trattare diversamente queste due situazioni", ha detto Marini invitando a non invocare «in maniera disinvolta il principio di uguaglianza, perchè altrimenti tutto diventerebbe incostituzionale