Giustizia, l'Anm: "In Italia? Peggio del Ruanda"

Fini alle toghe: "Compito delle istituzioni democratiche è quello di sostenere l'operato della
magistratura". Palamara: "Giustizia al collasso, Italia peggio del Ruanda". Napolitano: "Ritrovare la fiducia nella giustizia". Il presidente del Senato Schifani: "Il confronto tra politica e magistrati sia costruttivo"

Roma - "Compito delle istituzioni democratiche è quello di sostenere costantemente l’operato della magistratura". Nel messaggio inviato al presidente dell’Anm Luca Palamara in occasione dell’apertura del trentesimo congresso del sindacato delle toghe, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha rilanciato la necessità di favorire l'autonomia della magistratura dal momento che "costituisce un presupposto della sua stessa indipendenza e ne rappresenta il fondamento". Gli ha fatto eco Palamara: "La giustizia in Italia è al collasso. Il cattivo funzionamento del servizio e il mancato rispetto della ragionevole durata del processo assumono carattere oggettivamente prioritario e necessitano di interventi urgenti".

L'appello di Napolitano A margine del congresso anche il presidente della Repubblica, Giorgio napolitano, ha voluto lanciare un appello alla politica: "E' indispensabile che, in una fase difficile come l’attuale, il cittadino recuperi fiducia nel sistema giudiziario anche attraverso un corretto rapporto tra magistratura e politica". Per il capo dello Stato il rapporto tra la magistratura e la politica deve viaggiare lungo i binari della correttezza, anche per recuperare la fiducia dei cittadini nella giustizia. Napolitano ha dichiarato di aver "apprezzato in modo particolare, ascoltando la relazione del presidente Palamara, l’impegno della Anm per l’autoriforma della magistratura e, al tempo stesso, la disponibilità dichiarata a un confronto costruttivo e propositivo con le forze politiche sul tema della riforma della giustizia". "L'Anm resta ed è più che mai un interlocutore rappresentativo ed essenziale, in una fase delicata nella quale è indispensabile il recupero della fiducia del cittadino nel sistema giudiziario, anche - ha osservato Napolitano - attraverso un corretto rapporto fra magistratura e politica".

Sostenere i magistrati Secondo Fini, "compito delle istituzioni democratiche e di tutte le forze politiche del Paese, senza distinzione di parte, è quello di sostenere costantemente l’operato della magistratura, la cui azione riveste un ruolo centrale per la salvaguardia della legalità". Nel messaggio inviato al congresso dell’Anm, il presidente della Camera ha ricordato anche l’attuale "fase politico-istituzionale assai delicata". "Oggi più che mai - ha scritto Fini - la collocazione centrale della magistratura, non solo di quella ordinaria, nell’attuale contesto istituzionale e sociale rende i magistrati più esposti ai giudizi e alle critiche". A ciò, secondo Fini, "i magistrati devono rispondere unicamente con il loro impegno, con la loro dedizione alle istituzioni repubblicane nella consapevolezza, come non a caso affermato di recente dal Capo dello Stato, di 'rendere un servizio fondamentale ai diritti e alla sicurezza dei cittadini', un servizio, e non è retorico ricordarlo, per il quale tanti hanno sacrificato la loro vita".

Schifani: "Il confronto sia costruttivo" Il presidente del Senato Renato Schifani ha apprezzato la relazione del presidente dell’Associazione nazionale magistrati Luca Palamara in apertura del congresso dell’Anm: "Un discorso coraggioso e denso di contenuti - ha commentato con i cronisti prima di lasciare il teatro Capranica - che non va affatto sottovalutato ma va apprezzato". "Io credo - ha aggiunto - che così come in questa legislatura le forze politiche hanno trovato la loro unità nell’approvare importanti ddl contro la mafia, devono trovare l’unità ne sostegno alla giustizia, presidio, tutela e baluardo della legalità sul nostro territorio. Sulle riforme io mi auguro da tempo, e lo dico, che si trovi un momento di confronto costruttivo tra la politica, le istituzioni e la stessa magistratura". "Dobbiamo evitare - ha detto ancora la seconda carica dello Stato - corto circuiti che non giovano a serie riforme e che non aiutano i cittadini ad avere una giustizia più celere e più efficiente". Rispondendo a una domanda sul 'clima' politico e le prospettive di proseguimento della legislatura, il presidente Schifani ha aggiunto: "Non sta a me esprimere giudizi sulle prospettive della legislatura, io mi auguro che il Paese si incammini verso un processo di riforme condiviso, e tra queste naturalmente la riforma della giustizia è uno dei punti che dovrebbero essere affrontati".

L'Anm boccia la riforma "Abbiamo assistito, a una serie di interventi episodici e contingenti dettati dall’esigenza di risolvere situazioni legate a singole vicende processuali e sempre mirati a limitare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura". Dal palco del congresso Palamara mette sotto accusa la politica della giustizia del governo. Nel mirino c’è non solo l’annunciata riforma costituzionale ma anche i "non meno insidiosi progetti di legge ordinaria in materia di intercettazioni, processo breve e polizia giudiziaria svincolata dal pm".