Giustizia, Nitto Palma contro i magistrati vip: "Offendono e rilasciano troppe interviste"

Il Guardasigilli tuona contro quei magistrati che "parlano troppo e lo fanno con modalità non consone al loro ruolo" e preannuncia un'iniziativa legislativa per adeguare le norme disciplianari. Poi sulle intercettazioni: "Hanno un costo di 450 milioni all'anno rispetto ai 180 milioni di euro disponibili"

"I magistrati parlano troppo e lo fanno con modalità non consone al loro ruolo". Il ministro della Giustizia Nitto Palma non usa mezzi termini per parlare delle toghe "vip". Intervenendo al plenum straordinario del Consiglio superiore della magistratura, il Guardasigilli ha preannunciato un'iniziativa legislativa per adeguare le norme disciplinari. A suo parere infatti, la normativa vigente "presenta delle carenze da richiedere una rivisitazione su punti specifici".

Secondo il Guardasigilli "si pone il problema, derivante dal frequente rilascio di dichiarazioni agli organi di informazione da parte di magistrati, allorché, per il linguaggio e i riferimenti adoperati, essi appaiono comunque trascendere dai doveri funzionali e dai principi etici introducendo giudizi di valore, espressioni pesanti ed irriguardose, allusioni che denotano prese di posizione e comunque da cui non c'è traccia di compostezza e sobrietà che, invece, secondo il comune sentire, si auspicano connesse alla figura del magistrato". 

"È accaduto molte volte nell’esperienza disciplinare - ha detto ancora il Guardasigilli - che dichiarazioni rese alla stampa dal magistrato siano risultate totalmente prive di continenza e di misure; eppure per la mancanza al riguardo di una specifica fattispecie di illecito tali dichiarazioni non sono state sanzionate, né sono sanzionabili tranne nel caso estremo che integrino gli elementi costitutivi di un illecito penale".  

Ma Nitto Palma ha anche affrontato il capitolo delle intercettazioni soprattutto riferito ai costi. "Le intercettazioni telefoniche hanno un costo complessivo annuo di 450 milioni di euro a fronte di una dotazione del relativo capitolo di imputazione di 180 milioni di euro". Quindi, i soldi spesi in più in un anno sono 270 milioni di euro. 

"La situazione attuale - ha affermato il Guardasigilli - vede una esposizione debitoria del ministero della Giustizia di circa 500 milioni di euro per le prestazioni obbligatorie, di circa 500 milioni di euro per il noleggio degli apparati, un attuale costo complessivo annuo di circa 450 milioni di euro a fronte di una dotazione del relativo capitolo di imputazione di 180 milioni di euro".

"Le soluzioni proposte allo studio presso il ministero stanno valutando la possibilità per le prestazioni obbligatorie di abolire definitivamente il listino delle prestazioni per provvedere, in favore dei gestori, al ristoro dei soli costi operativi forfettizzati. Quanto al noleggio degli apparati, al fine di contenere e omogeneizzare i costi sull’intero territorio nazionale, è in fase di studio il bando di una gara unica nazionale distinta in quattro lotti territoriali con accorpamento di distretti omogenei e che preveda l’acquisto per blocchi di servizi omnicomprensivi con costi forfettizati".